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Servizio di Luca Alvieri @riproduzione riservata
E’ vero che una società come il Milan, è come una bella donna da corteggiare facendole qualche regalo, ma qui, si esagera. Quella che infatti doveva essere la partita d’addio, contro il Chievo, sarà un normalissimo giorno di campionato, con Berlusconi presidente e con i cinesi ancora giù ad aspettare in macchina che il Milan si trucchi, con in mano dei fiori e un’altro bonifico da 100 mln di euro. Proprio cosi, il benedetto “closing”, che avrebbe dovuto sancire la fine dell’era gloriosa e vincente di Silvio Berlusconi questo sabato, rischia di slittare di ulteriori 30 giorni, con chiusura prevista per i primi di aprile. Come detto, non può mancare l’anticipo da 100 mln di euro, che sarebbe il terzo indirizzato alla caparra. Di questo passo, i cinesi compreranno il Milan a comode rate, come un materasso.
Il problema di questo ennesimo ritardo, è dovuto ancora una volta dal governo cinese, che non consente il trasferimento bancario di grosse somme di danaro. Questo intoppo burocratico da parte della Cina, ha suscitato ulteriori molti dubbi fra il popolo rossonero (dirigenti e non), che anche prima di questo ritardo, non era convintissimo della buona riuscita della trattativa. Essendo stanca di essere presa in giro, la dirigenza rossonera, sembra intenzionata a forzare la cordata cinese nel trovare una soluzione a questo “muro” e inoltre, potrebbe avvalersi della volontà di ricevere l’intera caparra già nel prossimo accordo, eliminando il pagamento dilazionato.
Ai tifosi rossoneri, non resta che sperare nella riuscita della trattativa e che si risolva soprattutto al più presto. Perché quei 150 mln da spendere nel mercato estivo, al giorno d’oggi, farebbero davvero comodo.

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