16 Maggio 2026
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Salernitana, facili entusiami …da evitare

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Pompieri in azione in casa granata. Nessun incendio, o simile, ma si getta acqua sul fuoco per spegnere i facili entusiasmi, causa la vicinanza alla zona play off. Ma ad essere obiettivi, la zona pericolo non è poi così lontana. La Salernitana e in un limbo, nel quale è facile vivere di entusiasmi, che possono far rilassare. Ed il rilassamento ora non ci vuole, anzi si deve fare di più e dare continuità di risultati. La vittoria di Vicenza ha dato tranquillità ed un rinnovato entusiasmo alla truppa di Bollini che in questo momento viaggia esattamente a metà classifica a pari punti con il Novara. Con la sconfitta dell’Entella la zona playoff resta a 34 punti, solamente tre lunghezze in più, mentre alle spalle i playout distano quattro lunghezze. C’è ancora molto da giocare e il campionato di B è molto insidioso da qui al termine, ma l’entusiasmo e qualche risultato utile consecutivo possono far mettere le ali. Anche perché numeri alla mano, la Salernitana non si allontana neanche per media punti dall’ottava posizione. La media alla venticinquesima giornata è di 1,24 punti a partita, con l’Entella che invece ne ha fatti 1,36. Una media che è fin qui sicuramente più bassa rispetto a quella ottenuta negli ultimi campionati di serie B. Lo scorso anno il Novara chiuse la regular season con 65 punti e una media di 1,55; andò peggio l’anno precedente all’Avellino che riuscì ad agguantare la zona playoff realizzando 1,40 punti a partita, per un totale di 59. A metà strada lo Spezia nella stagione 2013/2014: 62 punti e una media di 1,48. Nei due anni precedenti (con solamente quattro posti disponibili per i playoff) ha fatto meglio solo la Sampdoria nel torneo 2011/2012 ottenendo una media di 1,59 e 67 punti totali, mentre l’anno successivo il Brescia occupò la sesta posizione con 62 punti e una media di 1,48. C’è da tenere i piedi ben piantati a terra, ma basta davvero poco per poter iniziare a volare, magari partendo dalla prossima gara col Cesena.
In vista del delicato match di sabato, la Salernitana di mister Alberto Bollini ha ripreso la preparazione nella giornata di lunedi. I romagnoli saranno guidati in panchina da Andrea Camplone, tecnico che siede sulla panchina bianconera dalla fine di ottobre, quando fu sollevato dall’incarico Massimo Drago. E proprio l’ex trainer della squadra del patron Lugaresi ha parlato del match dell’Arechi ai microfoni di Una nota radio locale : “Sarà una partita insidiosa per entrambe – ha dichiarato Drago nel corso de “Gli SporTaccioni” – La Salernitana si è mossa bene nel mercato di gennaio mentre il Cesena è in ripresa. Gomis è un portiere che in serie B non c’entra nulla: è un calciatore di qualità, un ragazzo eccezionale che anche a Vicenza ha fatto una partita strepitosa. La palla che è andato a prendere all’ultimo secondo ne è la prova”.
Un’involuzione, però, ha caratterizzato l’attuale stagione del Cesena: un gran campionato lo scorso anno e tante difficoltà, invece, oggi: “Questo perchè si è cambiato tanto – il parere di mister Drago – Lo scorso anno abbiamo valorizzato molti ragazzi mentre quest’anno c’erano altre aspettative. Alcune battute d’arresto hanno fatto perdere quella che è la reale forza di questa squadra. Con me abbiamo sempre giocato col 4-3-3, anche se la mancanza di esterni ha portato Camplone a cambiar modulo. Garritano da mezz’ala sta facendo bene, Cocco ha caratteristiche diverse da Djuric ma è un calciatore importante. Ciano, invece, già da tre anni va in doppia cifra ma non si riesce a capire come ancora non sia arrivato in serie A.
L’ho avuto anche a Crotone e questo mi sorprende. La Salernitana ha parecchi calciatori di qualità, uno su tutti Perico che ho avuto lo scorso anno ed è anche un grande professionista. Ho seguito a lungo Bernardini però. Se questa squadra può arrivare ai play-off? Non bisogna guardare il calendario ed affrontare ogni gara con grande attenzione. Ma ha una rosa tale da poter sognare”.
Non solo Perico, visto che anche Riccardo Improta ha militato nelle file romagnole lo scorso anno. Prima attaccante, mentre ora rappresenta una risorsa importante sulla fascia destra, sacrificandosi molto anche in fase difensiva: “Riccardo se gioca vicino alla porta può segnare tanti gol. Ha questa caratteristica ma non solo, visto che la sua generosità porta gli allenatori a schierarlo anche in altre zone del campo”.

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