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Servizio di Valerio Lauri ©riproduzione riservata

Buona la prima. Inaugurato il tour de force giallorosso a Crotone, la Roma incamera la prima vittoria delle sette partite che terranno banco in casa Spalletti nei prossimi 21 giorni. In terra calabrese, Dzeko disfa, Nainggolan ricuce e lo stesso Dzeko richiude, in una sequenza errore-gol-gol che sancisce il secondo 2-0 visto allo Scida in 5 giorni, dopo quello della Juve.
I capitolini faticano non poco a spostare il pullman piazzato da Nicola davanti alla porta, come ampiamente annunciato alla vigilia. Servono 17 minuti per sbloccare gli ingranaggi, con Salah che fa quello che sa fare meglio, cioè correre in profondità lanciato da Strootman. Ferrari lo tocca appena, l’egiziano si sbilancia e crolla in area, Russo indica il dischetto e dagli spalti piovono proteste. Il contatto è leggero, ma avviene in corsa e forse questo inganna. Fatto sta che dal dischetto va Dzeko, che bissa l’errore di Udine, graziando Cordaz con una traiettoria larga. Tutto da rifare, dunque, ma niente di irreparabile. E’ un terreno infido ad accompagnare le cavalcate giallorosse e Paredes si becca un paio di urlacci in toscano da Spalletti, con la colpa manifesta di non essere veloce nella circolazione della palla. Veloce, invece, è Emerson sulla fascia quando si tratta di divorarsela, poco prima di mettere sulla testa sbagliata, quella di Salah, il cross del possibile vantaggio, alzato oltre la traversa. E dire che il Crotone, quando può, non sta a guardare. A una bella conclusione di Acosty dei primi venti minuti, fa eco qualche buona iniziativa di Tonev, conclusa con poca convinzione verso Szczesny. Poca roba insomma, per la solidità difensiva della Roma, imperniata sui colossi Fazio-Manolas-Rudiger. A scardinare la calma apparente del match-aperitivo, è il motore rombante giallorosso. Strootman ispira, Nainggolan duetta con Salah e poi si gira in un fazzoletto, infilando Cordaz con precisione chirurgica. Vantaggio al 40′ e partita in discesa, poco prima del rientro negli spogliatoi, l’ideale per rinfrancare gli animi.
Dare lo scossone decisivo alla gara è l’imperativo della ripresa, per non rischiare sorprese. Così dall’intervallo viene fuori una Roma determinata, che in 10 minuti confeziona tre nitide palle gol, con due traverse a negarne la gioia. La prima nasce da un cross di Strootman, solo sfiorato da Dzeko e tradotto in conclusione da Salah, ma troppo debole per impensierire Cordaz. La seconda, di ben altra levatura, porta Dzeko vicinissimo al riscatto, se non fosse per una deviazione che bacia la traversa prima di finire in angolo. Proprio dal corner seguente, ecco il secondo legno: Paredes pesca Fazio, ben appostato come sempre sulle palle alte, ma il centrale difensivo stampa il palo. L’allarme per i giallorossi lo firma Falcinelli, per ben due volte. Mette dentro col mancino, complice una papera di Szczesny, al 57′, ma la posizione di partenza è irregolare. Poi, da un suo controllo, Acosty costringe il portiere polacco a usare i pugni, per disinnescare una bomba dai 20 metri. Quando Nicola avverte che il momento è propizio per azzardare, inserendo Trotta per Dussenne, viene punito. Poco dopo la mezz’ora, infatti, Paredes imbecca Salah, che apparecchia a Dzeko un pranzo troppo succulento per essere rifiutato, un tap-in che lo scagiona dall’errore dal dischetto e chiude l’incontro a doppia mandata.
Il bosniaco, a fine gara, dice che lascerà i prossimi penalty ai compagni. Il rischio di perdere il passo della Juve, d’altronde, incombe e non lascia spazio ad errori. La Roma, però, sa bene che l’unico giudice delle sue gare è l’attacco, vista la solidità difensiva e l’omogeneità raggiunta a centrocampo. Fin quando Spalletti potrà, si avvarrà dei corazzieri davanti a Szczesny, che garantiscono copertura rocciosa. Di sicuro, sarà difficile rinunciare a Strootman, ma soprattutto a Nainggolan, in uno stato di forma eccellente. Più facile dunque pensare alla staffetta De Rossi-Paredes, come visto a Crotone. Se Dzeko non smette di girare, rigori a parte, è un’arma fondamentale in coppia con Salah, con El Shaarawy che scalpita in panchina e Totti pronto a dare il suo contributo. Vietato concedersi altre pause come quella di Genova con la Samp. Per sperare di acciuffare la Juve o anche solo tener dietro il Napoli non basta un motore a combustione. Serve un ritmo infernale. Una propulsione infernale.

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