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Per la rubrica “Accadde oggi” ricordiamo la nascita della Coppa d’Africa avvenuta il 10 Febbraio 1957. La massima competizione africana vinta quest’anno dal Camerun in finale contro l’Egitto vide la luce quando la FIFA a Lisbona decise di istituire la Confederazione Africana Football o CAF nel 1956. Proprio già nel Febbraio del ’57 fu organizzata la prima Coppa per le Nazioni Africane senza qualificazioni. La sede scelta fu la capitale del Sudan, Khartoum. Quattro erano le nazioni che istituirono il CAF: Sudan, Egitto, Etiopia e Sudafrica. A causa dell’Apartheid in vigore nel Sudafrica, la nazionale del paese si rifiutò di scendere in campo con una formazione multirazziale. L’Apartheid, infatti, è una politica di segregazione razziale, ovvero una restrizione di diritti a seconda, appunto, della razza. La conseguente squalifica del Sudafrica portò l’Etiopia direttamente in Finale. Vi erano, infatti, soltanto due semifinali secche. Quindi oltre alla finale, fu giocata solo l’altra semifinale fra Egitto e Sudan vinta dall’Egitto proprio il 10 Febbraio. La squadra egiziana vinse per 2-1 giungendo in finale contro il Sudan. L’Egitto sei giorni dopo si laureò campione continentale della prima competizione battendo per 4-0 la già finalista Etiopia. Tuttavia, l’interesse per la Coppa d’Africa crebbe così tanto che già nel ’62 ci furono nuove squadre a partecipare. Si organizzarono, pertanto, anche le qualificazioni. Nell’edizione di quell’anno l’Egitto e l’Etiopia si ritrovarono faccia a faccia. Stavolta, dopo i tempi supplementari, fu l’Etiopia a prevalere e a vincere il trofeo. Come ben sappiamo tutt’oggi la Coppa d’Africa è una competizione privilegiata, bella da vedere e ricca di emozioni. Infondo si sa, non importa di quale colore sia la tua pelle. Se corri dietro un pallone e provochi emozioni, perché non gridare il tuo nome? E’ bello vedere che al calcio del continente europeo risponde quello del continente africano. Un misto di culture, un’unione. Un modo anche per far capire che nel calcio sul campo non ci sono differenze. Non c’è alcun tipo di razzismo, almeno sul campo sia chiaro. Molto spesso anche in Italia giocatori africani sono fatti oggetto di cori razzisti. Koulibaly, ad esempio, la scorsa stagione all’Olimpico. Molto spesso anche Balotelli e Boateng avendo vestito la maglia del Milan. E a loro si aggiungono un’infinità di nomi che costituiscono l’altra faccia della medaglia del razzismo nel calcio. Ciò che la maggior parte di tifosi razionali si augura è di veder diminuire gli episodi di razzismo sul campo e sugli spalti. Nessuno è inferiore a nessuno. Nessuno è migliore di un altro. Amiamo il calcio e ciò che conta è che non importa di quale paese tu sia. Chiunque può regalare emozioni indipendentemente dal colore della pelle. Questo è sicuramente uno dei messaggi che più dovrebbero essere diffusi nel calcio. Stringersi le mani, per un’unione di diverse culture e diversi stili calcistici. L’Accadde oggi torna domani. Non perdete i nostri appuntamenti con gli eventi che hanno lasciato un segno nella storia calcistica di tutti i tempi. 

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