Views: 2
Febbraio è solitamente il mese in cui gli studenti alle prese con il loro quinto ed ultimo anno di Liceo cominciano a prepararsi per i temutissimi impegni di Giugno e Luglio; è tempo di esami di maturità. Pochi giorni fa sono state rese note le materie che i maturandi saranno tenuti a preparare: agli studenti del Liceo Classico è toccato il Latino, in seconda prova. A quelli del Liceo Scientifico, invece, il duro ostacolo della Matematica. Gli alunni del Liceo Linguistico affronteranno, come da copione, la lingua straniera più svolta durante l’anno. Per l’Inter, infine, la prova di maturità si chiama Juventus.
Sono 72 le ore che ci separano dal Derby d’Italia numero 231; Juventus-Inter è forse la gara storicamente più attesa della nostra Serie A, per blasone, rivalità, tifo e spettacolo. L’una l’antitesi dell’altra, la Signora e la Pazza, divise tra polemiche e politiche, politiche e polemiche. Il campo ci regala da sempre dei dualismi da poema epico, mentre il contesto è andato talvolta a spingersi anche troppo oltre: se in precedenza ci si combatteva quella che di fatto era l’egemonia capitalistica del territorio italiano (Agnelli e Moratti, due famiglie a caso…), ci ha poi pensato la vicenda Calciopoli a spostare gli interessi dalla finanza alla giurisprudenza. Dal grido di “giustizia” a quello di “nemesi“, che mira fatalmente alla vendetta riparatrice contro le presunte colpe storiche, il passo è breve: una medaglia a due facce che mai si guarderanno, la prospettiva.
Che sfida allora quella che è pronto ad ospitare lo Juventus Stadium, in un momento decisivo per le sorti della stagione: i padroni di casa sono al massimo del proprio potenziale, tecnico ma sopratutto mentale. Il passaggio al 4-2-3-1 architettato da Allegri ha fornito quello slancio che mancava ai campioni d’Italia che, dopo il naufragio tra le onde dell’Arno fiorentino, hanno ritrovato ossigeno e convinzioni matando in fila Lazio, Milan in Coppa Italia e Sassuolo. L’ennesima affermazione avvicinerebbe a grandi passi il titolo. Anche i nerazzurri sono alle prese con uno dei periodi più floridi del post-Triplete; sette le vittorie consecutive in campionato che hanno permesso agli uomini di Pioli, dopo una clamorosa rimonta, di proiettarsi a -3 dalla zona Champions League occupata stabilmente dal Napoli. La sconfitta di martedì contro la Lazio in Coppa Italia può tuttavia condizionare un gruppo tradizionalmente fragile in quanto a sentimentalismi; facile arrivare alle stelle, immediato ripiombare nelle stalle. Sarà fondamentale mantenere entusiasmo e convinzione nei propri mezzi per non avvantaggiare una Juventus che ha, nel suo Stadium, un fortino famelico che si nutre delle paure altrui: sono infatti 27 le vittorie consecutive dei bianconeri in casa, una striscia impressionante che la dice lunga sulla sicurezza di Buffon & co. tra le mura amiche.
Sfida nella sfida tra i due principi del gol di questa Serie A. Higuain ed Icardi sono certamente i punti di riferimento delle due contendenti, vestiti di oneri e onori per contribuire alle fortune di Juventus ed Inter. Accomunati da quel numero dietro la maglia, da quella fame da carneadi, da quel ruolo di trascinatori del quale sembrano non accusare il peso. Entrambi argentini, entrambi in vetta alla classifica marcatori del nostro campionato grazie alle 15 realizzazioni provvisorie. Icardi è kryptonite per la Juventus, sua vittima preferita in carriera: 7 gol in 9 presenze, compresa quella decisiva dell’andata. L’Inter è stimolo vero per il Pipita, uno abituato a gol pesanti, uno che raramente sparisce quando conta. E se vi diciamo che a Torino sarà presente il commissario tecnico dell’Argentina, Edgardo Bauza, lo scontro non potrà che regalare scintille.
Regola contro eccezione, straordinaria stabilità contro ordinaria follia, parte 231: ennesimo gradino con vista sulla gloria. In altre parole, Juventus-Inter.

Lascia un commento