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“Abbiamo fatto qualcosa di buono, non foss’ altro per le casse. Fino a Salerno e prima dei parecchi infortuni prima della chiusura del girone d’andata, eravamo convinti che i titolari avevano fatto un buonissimo lavoro. Nostra idea era lavorare in uscita solo su quei sei/sette giocatori che non ritenevamo potessero proseguire con noi. Poi sono arrivate offerte che pur essendo inaspettate non sono certo quelle cifre che sono uscite sulla stampa. Parte sono già state reinvestiti in Terrani, Mustacchio e Forte; e parte verranno reinvestite in sessione estiva. Perché è lì che si può programmare e non essere presi per il naso. Non abbiamo fatto il botto finale per cui sembra che non abbiamo fatto. Ma in realtà abbiamo ancora deciso di puntare sulla fame dei giovani. Santopadre non ha mai avuto nulla contro Bianchi. Semplicemente non faceva parte della visione di gioco dell’allenatore. Quando avevo quindici anni ai banchi del mercato già parlavo di un marchio mio. Figuriamoci se ora non accetto la sfida della serie A. Ma questo a prescindere da quelli che possono essere l’arrivo o meno del Maniero di turno. I soldi di Zebli’ rientreranno in quattro rate, ultima 2019. Con una parte della plusvalenza attrezzero’ la palestra, perché per vincere non bastano i nomi. Sia chiaro, non è finito nessun progetto. Il Perugia è una Società che vende per ripartire meglio i prima. Rimane fuori lista solo Alhassan.” Queste le parole di chiusura del Presidente Santopadre sul Società del Perugia.

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