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Per la rubrica “Accadde oggi” ricordiamo il 28 Gennaio 2008. L’AIC, ovvero l’Associazione Italiana Calciatori elesse una rosa di dieci vincitori. Un insieme, cioè, di calciatori che si erano distinti per qualche gesto in particolare o per le loro prestazioni. Ronaldo “Il Fenomeno” fu eletto come Campione dei Campioni. La rosa comprendeva il periodo calcistico dal 1997 al 2006. Insieme al Fenomeno furono premiati: Ricardo Kakà come miglior calciatore del campionato italiano nell’anno 2007; Francesco Totti come miglior calciatore italiano; Angelo Peruzzi come miglior portiere (all’epoca, alla Lazio); Riccardo Montolivo come miglior giovane; Luciano Spalletti come miglior allenatore; Marco Materazzi come miglior difensore; Roberto Rosetti come miglior arbitro; ed, infine, Riccardo Zampagna centravanti dell’Atalanta per il miglior gol. La classifica stilata era di certo ricca di personaggi che avevano e che hanno fatto la storia. Ronaldo rientra fra i migliori centravanti brasiliani del mondo e non solo. Capace di dribbling rapidi e caratterizzati dal suo doppio passo. Inevitabilmente in quegli anni fu protagonista assoluto con Barcellona, Inter e Real Madrid. Un fenomeno che è ormai parte della storia del calcio di tutti i tempi. Ricardo Kakà fu di certo il talento che più emerse nella stagione 2006/2007 di Serie A. Si rese, poi, protagonista anche in Champions League segnando gol decisivi. Alla fine della competizione fu eletto come miglior capocannoniere con un totale di 10 reti portando, quindi, il Milan sul tetto d’Europa. E’ dotato di un piede preciso e di capacità di movimento e visione di gioco non comuni. C’è, poi, Francesco Totti, storico capitano della metà giallorossa della Capitale. Difficile sarebbe poter esprimere con giuste parole il suo talento. Possiamo, però, guardare i suoi gol per capire quanto fosse indispensabile per la Roma dell’epoca circondata comunque di enormi campioni. Inoltre, possiamo apprezzare l’enorme gesto d’amore nei confronti della città e della società: Totti ha sempre rifiutato qualsiasi squadra pur di rimanere con una sola maglia. Ancora oggi è simbolo della Roma e lo sarà nei secoli. Uno di quei nomi che non verranno più dimenticati. Si distingue sempre per i suoi tocchi di classe e per le sue giocate. Non solo quando caccia dal cilindro vere e proprie magie, ma anche quando serve i compagni con degli assist ad occhi chiusi. Un immenso calciatore simbolo del calcio italiano e non solo. Angelo Peruzzi fu storico portiere del calcio italiano e della Nazionale azzurra. Vestì in quegli anni le casacche di Juventus, Inter e Lazio. Il Cinghialone era dotato di caratteristiche che lo distinguevano dagli altri: un’ottima presa e riflessi pronti con l’aggiunta della specialità nelle uscite basse. Inoltre, infondeva sicurezza nella retroguardia ed era dotato di un possente fisico. Gazzetta dello sport volle commentare il suo essere portiere così: « Sembra la smentita in carne (pardon, muscoli) e ossa di quel vecchio detto secondo cui per fare i portieri bisogna essere un po’ svitati, se non proprio matti. Angelo Peruzzi è l’esatto contrario di tutto questo. » Riccardo Montolivo fu tra i più talentuosi giovani emergenti in quell’epoca. Dal 2003 prima con l’Atalanta fino al 2005, anno in cui passò alla Fiorentina. Si distinse e si distingue per la sua abilità di ricoprire molte zone del centrocampo. Può, infatti, stare davanti alla difesa da mediano o giocare a ridosso dell’attacco come trequartista. Abile nei passaggi lunghi e corti per servire i compagni di squadra, è dotato di un buon tiro dalla lunga distanza. Luciano Spalletti è l’attuale tecnico della Roma. Fu ingaggiato una prima volta nel 2005 dai giallorossi e diede vita al provvisorio record di vittorie in Serie A: undici di fila. Durante quegli anni alcune esperienze fallimentari. Con l’Ancora, invece, ottenne la salvezza nell’anno 2001/2002. Tutt’oggi è uno dei migliori allenatori italiani ed è alla guida della stessa Roma e al continuo inseguimento della Juventus. Si è, comunque, rivelato l’uomo giusto per l’ambiente della Capitale e per i tifosi a cui mancava di certo una Roma così. Marco Materazzi è stato, invece, storico difensore dell’Inter. E’ stato un difensore ruvido e roccioso, abile nel segnare di testa su calci piazzati. Ne detiene ancora il record di gol segnati nel suo ruolo. Uno dei gol più importanti fu di certo quello del Mondiale 2006 con la Francia che portò al pareggio. Inoltre è stato protagonista di diversi duelli con attaccanti del calibro di Ibrahimovic e Shevchenko per le sue entrate non proprio morbide oltre che al battibecco con Zidàne che porto alla conosciutissima “testata” per cui il calciatore francese fu espulso. Roberto Rosetti fu, invece, considerato uno dei miglior arbitri dell’epoca e fu anche l’unico italiano ai Mondiali del 2006 a dirigere ben 4 partite stabilendone appunto un nuovo record. Ultimo, ma non per importanza, Riccardo Zampagna, storico centravanti dell’Atalanta. Zampagna si distinse molto a Bergamo dove si rese protagonista del ritorno in Serie A nella stagione 2005/2006. Fu, inoltre, decisivo la stagione successiva per i nerazzurri siglando ben 11 centri stagionali. Un calciatore, dunque, di vecchio stampo spesso ricordato per alcuni suoi gol spettacolari. Concludiamo così quest’articolo dedicato ad una emozionante classifica che ci ha fatto rituffare nuovamente nel passato del calcio italiano. Sono emersi i ricordi di personaggi del mondo dello sport che hanno lasciato un segno. Quei segni che sono indelebili e vivranno nella memoria delle persone e che rimarranno semplicemente nella storia del calcio giocato.

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