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Servizio di Luca Alvieri @produzione riservata
Se le partite del Milan iniziano alle 20.45, i rossoneri scendono in campo alle 22. Altro primo tempo regalato e altro approccio alla partita sbagliato e come contro il Napoli, la Juventus “sfrutta” la sua qualità e si porta in vantaggio di 2 gol già dopo venti minuti. Il bel gol di Bacca nel secondo tempo, non riesce poi ad evitare la sconfitta al Milan, complice anche l’espulsione di Locatelli, che lascia i compagni in 10 contro 11 pochi istanti dopo il gol del colombiano. Nonostante l’infinita sofferenza nei minuti finali, i bianconeri riescono comunque a passare il turno ed approdare in semifinale, dove aspettarli, c’è il Napoli di Maurizio Sarri.
Vincenzo Montella si presenta allo Stadium schierando a sorpresa Zapata al fianco di Romagnoli e Antonelli sulla sinistra, causa infortunio di Calabria. Allegri, invece, butta tutti insieme dal primo minuto: Higuain, Dybala, Mandzukic e Cuadrado. L’inizio dei match a cui partecipa il Milan è sempre lo stesso, ovvero, non inizia. A dominare per tutto il primo tempo è la formazione bianconera, che rende sterile il timido possesso palla del Milan, pressa a tutto campo e colpisce quasi ad ogni errore commesso dai giocatori rossoneri. Per il primo gol della partita non si è dovuto attendere molto, infatti al 10° minuto, è Dybala a timbrare per primo il cartellino, trafiggendo con il destro Donnarumma, dopo che Cuadrado lo ha innescato con una magia di tacco su cross di Asamoah, autore anch’egli di un’ottima partita.
Il Milan è completamente in panne e appena 10 minuti dopo, Miralem Pjanic tira fuori il coniglio dal cilindro, mettendo all’incrocio un perfetto calcio di punizione: 2-0. La partita sembra mettersi davvero male per i rossoneri, ma per fortuna, riescono ad arrivare all’intervallo “solo” con due reti di svantaggio.
Ed eccoci qua, riscaldamento finito per la Juve, scende in campo anche il Milan: inizia il secondo tempo. I rossoneri escono dagli spogliatoi con tutt’altra mentalità, non limitandosi solo a far passare la palla da un terzino all’altro, ma velocizzando il possesso palla e innescando più spesso gli 1 contro 1 sulle corsie esterne, dove Suso e Bonaventura, non si erano ancora visti. Al 53°, infatti, inizia un’altra partita: lancio lungo di Antonelli, sponda di Kucka per Bertolacci, tocco di Khedira ad anticipare il 91 rossonero e palla che scende a campanile per il perfetto destro al volo di Carlos Bacca, che fulmina Neto per il gol dell’1-2. L’entusiasmo rossonero, però, dura davvero poco, perché Manuel Locatelli, già ammonito, un minuto dopo decide di entrare in netto ritardo su Dybala, lasciando così, il Milan in 10. Dall’espulsione in poi la Juve cerca di approfittare della superiorità numerica, andando all’assalto del terzo gol, che però non arriva. Il Milan dunque, capisce che è il momento di prendere in mano le redini della partita e domina i restanti 20 minuti di gara. Prima va vicino al gol con una gran botta da fuori di Kucka e poi sfiora la favola con Deulofeu, che subentrando a Bacca, gioca un’ottima partita andando anche vicino al gol, ma non basta. Il Milan come sempre gioca soltanto un tempo, ed esce dalla Coppa Italia consapevole che avrebbe potuto ottenere di più da questa competizione. Il lavoro di Montella è sempre tanto e sempre lo stesso, l’approccio alle partite, è assolutamente da cambiare.

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