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40.884 è il numero degli abitanti di Sassuolo, sorridente cittadina emiliana in provincia di Modena conosciuta per lo più grazie alla produzione di piastrelle in ceramica. 40.884 è una cifra davvero esigua, circa la metà dei posti a sedere destinati al “G.Meazza”, storico stadio di Inter e Milan, che ne registra 81.227. Questi dati fanno quasi sorridere, perché la favola del Sassuolo versione 2016 nasce ufficialmente qui, dallo storico sesto posto ottenuto alla terza stagione di sempre in Serie A, quella scorsa, precedendo il sopracitato e blasonatissimo Milan allora di Mihajlovic (ah già, e di Brocchi…). Sesto posto equivale a dire Europa League, seconda competizione europea per club, conquistata da una squadra che solo dieci anni fa veniva promossa nell’allora serie C1 a scapito del Sansovino.
Il teatro di questa favola è il “Mapei Stadium-Città del Tricolore”, nome azzeccatissimo per una società che punta a lavorare quasi esclusivamente con calciatori italiani, grande ed ammirabile filosofia. Merito del patron Squinzi (di fede rossonera, coincidenze!) e del tecnico Di Francesco su tutti, che hanno sempre condiviso questa mentalità e filosofia, allestendo una rosa di prim’ordine che ha in Domenico Berardi la stella più lucente. Il 4-3-3 è lo schema prediletto del talentuoso allenatore pescarese, zemaniano doc. Il presidente aveva scherzosamente (ma non troppo) dichiarato di puntare allo scudetto nel 2017, segno della maestosa ambizione che lo ha sempre caratterizzato.
Nella stagione corrente, tuttavia, Di Francesco ha vestito i panni di Niccolò Paganini, “colui che non ripete”, e gli emiliani stanno avendo a che fare con un brusco ridimensionamento. La miracolosa Europa League raggiunta a Maggio è volata via subito al primo turno, quello dei gironi, e la situazione in Serie A è più che mai pericolante, ad un passo dalla zona rossa fuoco come l’inferno della retrocessione.
La squadra sta affrontando una sorta di maledizione di prima fattucchieria a causa degli infiniti infortuni da Agosto ad oggi: da Berardi (desaparecido, un caso pazzesco) a Politano, da Duncan a Missiroli, da Magnanelli a Biondini, Pellegrini e Letschert. Probabilmente ha influito anche un mercato estivo non proprio esaltante, che ha visto la perdita di un uomo chiave come Nicola Sansone, accasatosi al Villarreal e non ben sostituito con l’acquisto dell’onesto Ragusa, l’anno scorso al Cesena in Serie B; anche la cessione di Sime Vrsaljko all’Atlético Madrid si è rivelata piuttosto pesante.
Di Francesco ha fatto di necessità virtù mettendo in vetrina nuovi talenti come Claud Adjapong (1998!) o Pol Lirola (1997), di proprietà della Juventus, ma è evidente che senza le sue colonne portanti il tempio neroverde non può reggersi in piedi.
Sperando che sotto l’albero il Natale abbia lasciato il ritorno di qualche infortunato siamo certi che il “Sasòl” tornerà a splendere e a riprendere il discorso da dove era stato lasciato.
40.884, dicevamo. Questo è il numero dei soldati vestiti a festa di neroverde che hanno accompagnato per la prima volta i loro undici beniamini nella campagna europea di questa stagione e che continueranno a spingere la loro squadra verso traguardi ancora più ampi.
Per cui mettetevi comodi, l’interrotto download del Mapei è pronto a caricarsi nuovamente.

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