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Ancora un articolo su un Pallone d’Oro e noi, ormai, non sappiamo se ritenerla o meno una fortuna. Intanto ci auguriamo che questo sia un argomento di enorme interesse per voi lettori. Per la rubrica “Accadde oggi”, infatti, ricordiamo Igor Belanov e il suddetto premio a sorpresa che ottenne il 30 Dicembre 1986. Belanov era uno dei protagonisti della Dinamo Kiev di Lobanovski, meglio conosciuta per il “calcio laboratorio” o “calcio del duemila”. Questo consisteva in contropiedi e ripartenze veloci: non a caso il tecnico Lobanovski si affidava proprio a Belanov che da sempre fu soprannominato Razzo per la sua enorme velocità. Inoltre, era dotato di un fisico molto leggero. Nonostante non fosse dotato di elevate caratteristiche tecniche, gli bastava il cambio di velocità per bucare le difese avversarie. Segnava, quindi, grazie al suo fiuto del gol. In carriera si ritrovò a giocare sia nel 4-5-1, come unica punta e sia, invece, come esterno d’attacco. Poteva, però, svolgere anche il ruolo di trequartista ed era definito in patria un fuoriclasse nonchè campione. Considerato tutt’oggi uno dei migliori calciatori degli anni ottanta. Nel 1983 corse i 50 metri in 5″7. Nel 1988, a ventotto anni, Belanov rivelò un aneddoto curioso sulla sua carriera: nel 1985, al primo allenamento con la Dinamo Kiev, venne doppiato due volte da tutta la squadra dopo qualche giro di pista e se Lobanovski non l’avesse trattenuto sarebbe tornato a Odessa, sua città Natale, la sera stessa. Con la maglia della Dinamo Kiev, Belanov vinse tutto. Due campionati, due coppe e una Coppa delle Coppe nel 1986, dove risultò capocannoniere con ben 5 reti. Tra le numerose polemiche, proprio quell’anno, Belanov vinse il tanto ambito premio del Pallone d’Oro, davanti ad altri rispettosi candidati, quali Gary Lineker (capocannoniere della Premier e al Mondiale messicano) e Butragueno (vincitore di Liga, Coppa UEFA, e secondo marcatore dei Mondiali insieme a Maradona). Storica, però, fu la gara con il Belgio. Persa per 4-3, Belanov fu autore di una tripletta con l’Unione Sovietica allenata dallo stesso Lobanovski. Purtroppo, però, è conosciuto anche per aver sbagliato un rigore nella finale del campionato europeo dell’88 contro l’Olanda (persa, poi, per 2-0). E’ proprio in questi due anni, dal 1986 al 1988, che diventa uno dei giocatori più rappresentativi dell’Unione Sovietica. Malgrado, poi, fosse ben voluto dall’Atalanta, il calciatore ucraino (ex sovietico) non riuscì mai ad approdare in Italia. Nella sua carriera tra le squadre più importanti spiccano: Dinamo Kiev, Borussia Monchengaldback e Cornomorec. In totale, specie con la maglia della Dinamo Kiev, vanta un bottino di 54 gol in 158 presenze. Malgrado fosse un calciatore tenuto meno sotto i riflettori rispetto ai grandi della storia degli anni ottanta e novanta, Belanov merita di rientrare nel libro del calcio. Fu un calciatore che ha portato sul tetto del mondo una nazione, l’ex Unione Sovietica, e la Dinamo Kiev, una squadra che di certo non lo dimenticherà mai per i numerosi trofei per i quali si è reso protagonista.


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