16 Maggio 2026
  • www.footballweb.it e’ una testata giornalistica
  • registrata presso il Tribunale di Napoli Nord –
  • Numero registrazione 22 cronologico 4288/2016.
  • Editore: Gianni Pagnozzi;
  • Direttore Responsabile: Michele Pisani

Accadde oggi: il Pallone d’Oro di Paolo Rossi

Views: 1

Paolo Rossi con il suo Pallone d’Oro (1982)

E’ tempo di Palloni d’Oro, purtroppo (o per fortuna), poichè anche oggi ricordiamo il tanto ambito premio. Questa volta, con orgoglio, ricordiamo quello vinto da Paolo Rossi, il 28 Dicembre 1982. Per raccontare della gioia del calciatore italiano nel vincere tale premio, si preferisce fare una parentesi sullo scandalo del calcio italiano del 1980. Tra i protagonisti ci fu proprio Rossi, accusato di aver truccato la gara Avellino-Perugia, nella quale siglò anche una doppietta. Fu squalificato dal CAF (Commissione di Appello Federale) per 2 anni e dovette rinunciare al Campionato Europeo casalingo del 1980. «Non sapevo nulla delle scommesse: pensavo al classico pareggio accettato da due squadre che non vogliono farsi male. Seguii il processo come qualcosa di irreale, come se ci fosse un altro al posto mio. Capii che era tutto vero quando tornai a casa e vidi le facce dei miei». Queste furono le sue parole a riguardo. Ma l’episodio fu ancora più curioso: Rossi incontrò alcuni amici di Della Martira, suo compagno di squadra all’epoca del Perugia. “E se invece pareggiate?” A quella domanda Rossi rispose dicendo che il pareggio non era un risultato da buttare, ma infastidito dall’argomento tornò a giocare a tombola. “[..] i due minuti più angoscianti della mia carriera» disse. Il calciatore italiano del Perugia, pensò addirittura di lasciare l’Italia disgustato da ciò che era accaduto. Fu Boniperti a riportarlo alla Juventus. Rossi dichiarò, poi, di essere tornato a sentirsi “calciatore”. Nell’Aprile del 1982, riuscì anche a disputare le ultime tre gare di campionato con la Juventus, segnando un gol. Quella fu la stagione del 20° scudetto dei bianconeri. Nonostante le poche presenze in campionato fu convocato da Bearzot per lo storico Mondiale dell’82. “Pablito”, così lo chiamavano, prese i posto di Pruzzo tra i convocati. Non fece bene nella prima fase, ma poi si sbloccò nella gara contro il Brasile vinta per 3-2. Tripletta di Rossi che volle commentare così: «Il primo gol al Brasile, lo ricordo come il più bello della mia vita. Non ho avuto il tempo di pensare a nulla: ho sentito come un senso di liberazione. È incredibile come un episodio possa cambiarti radicalmente: niente più blocchi mentali e fisici. Dopo quel gol, tutto è arrivato con naturalezza». Fu suo il primo gol nella finale contro la Germania Ovest.

Paolo Rossi, un incubo per la difesa brasiliana in quella conosciuta come la tragedia di Sarrìa

Un’annata storica, fra momenti tragici e momenti di liberazione che portò Pablito a vincere il Pallone d’Oro nel Dicembre 1982, davanti ad Alain Giresse e a Zibì Boniek. Un titolo che mancava dal 1969, quando a vincerlo fu Gianni Rivera. Paolo Rossi era un attaccante non dotato di un fisico eccellente. Fu costretto quindi a farsi furbo e giocare d’anticipo era una delle sue prerogative. Saper già cosa fare prima ancora dell’arrivo della palla. Fu spesso utilizzato come centravanti nonostante nascesse come ala destra. Era uno di quegli attaccanti pronti a sfruttare un errore dell’avversario e farsi trovare sempre pronto al momento giusto. Tra le sue prerogative vi era anche lo smarcamento e ,sopratutto, un gioco senza palla. Con la Juventus 83 presenze e 24 gol, mentre con L.R Vicenza ben 60 gol su 94 presenze, mentre appena 6 nelle due stagioni successive con Milan e Verona. Un attaccante che, dunque, rimarrà nella storia per la sua capacità di andare al gol e, purtroppo, anche per quel famoso scandalo. Ma per concludere l’articolo sulla sua avventura prima e durante il periodo del Pallone d’Oro, citiamo un’altra delle sue frasi che ben ci fanno capire che il calcio non è solo uno sport. Il calcio è anche un insegnamento di vita, un compagno di vita ed un qualcosa di cui proprio non riesci a fare a meno. «Non ricordavo più l’emozione di una partita vera. Due anni di silenzio mi hanno maturato. Proprio in questo momento mi dico: non c’è solo il calcio». Come dice Paolo Rossi, “non c’è solo il calcio”: Questa affermazioni lascia libere interpretazioni. Ma a certa gente, a cui mi associo, piace pensare che il calcio per Paolo Rossi, fosse molto di più che un semplice lavoro. Che fosse vita, unita ad un’emozione unica ed indescrivibile. Le stesse emozioni che ogni giorno vi raccontiamo e che rimarranno come un segno indelebile che a volte fa male, altre no. Ma è pur sempre indelebile e parte del calcio. Parte della storia.

About Redazione 10599 Articoli
Redazione Footballweb. Inviaci i tuoi comunicati alla mail: footballweb@libero.it (in alternativa sulla pagina Facebook) e provvederemo noi a pubblicarli. La redazione non si assume la responsabilità circa le dichiarazioni rilasciate nei comunicati pervenuti.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.