16 Maggio 2026
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Viola Rock : Dalla Lazio alla Lazio

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Servizio di Enzo Paudice @riproduzione riservata


9 gennaio 2016. La Fiorentina di Sousa è seconda in classifica, a pari punti con il Napoli e ad un solo punto dall’Inter capolista. In un Franchi strapieno, arriva la Lazio di Pioli, in netta ripresa dopo un inizio di campionato disastroso. La partita è tutt’altro che proibita. La Fiorentina, spettacolare e cinica alla stesso tempo, nei primi quattro mesi con Sousa ha dato prova di potersela giocare con qualsiasi squadra quest’anno. Ma soprattutto è pronta a poter regalare una gioia ai suoi tifosi dopo anni di sofferenza. Tuttavia, già dai primi minuti c’è un sensazione strana. La squadra viola sembra la brutta copia di quella vista fino a quel punto. Al triplice fischio finale quella sensazione è realtà. La squadra di Sousa esce dal campo sconfitta, con un netto 3 a 1, in una partita in cui si riscontrano più i limiti che i pregi della squadra.  Da un eventuale primo posto (l’Inter perde in casa con il Sassuolo) ecco che la squadra di Sousa si ritrova quarta, posizione che manterrà fino al sorpasso definitivo dell’Inter (anch’essa caduta in baratro) a sei giornate dalla fine. È l’inizio di una lunga discesa, di classifica e di gioco, che tocca il suo punto più basso qualche mese dopo, durante il match con la Roma (la sconfitta contro la squadra di Spalletti spazzo via l’ultima possibilità di raggiungere la zona Champion’s).
A distanza di un anno, cosa è cambiato? La Fiorentina perde di nuovo contro la stessa squadra  e con lo stesso punteggio, chiudendo l’anno come l’aveva iniziato. Ma soprattutto, la sconfitta arriva commettendo gli stessi errori, segno che da quel maledetto 9 gennaio, quella discesa non si è mai arrestata. Di fatto quante partite dopo quel match hanno, anche leggermente, fatto presagire che il periodo buio era passato e che la Fiorentina avesse ritrovato quel gioco e quell’entusiasmo che l’aveva caratterizzata durante i primi quattro mesi della gestione Sousa? La risposta a questa domanda, racchiude in sé tutto l’anno dei Viola, anche perché l’esito della partita con il Napoli non cambierà di una virgola il giudizio finale. Un anno in cui si è vissuti di ricordi più che di speranze o meglio, come direbbe Paolo Conte, un anno in cui tutto “è sempre stato un breve sogno e niente più”.

Stay Rock and Forza Viola

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Trentenne, storico dell'arte, amante della musica rock anni '60, '70 e '80 e soprattutto tifoso viola. Tutto questo per footballweb.it

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