16 Maggio 2026
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Lazio, si riprende a correre

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Trema Marassi, no la Lazio, che ormai non può più nascondersi. Gli aquilotti, sono realtà in questa serie A, e devono giocarsela fino in fondo. Il contraccolpo del derby è stato superato con l’uragano Felipe. Travolge la Samp sulla fascia, scaraventa Milinkovic e Parolo in porta. Felipe è il re della Serie A, Felipe assistman, non è più una novità. E’ la salvezza biancoceleste, per gli avversari è peggio della peste. Stavolta il brasiliano non si demoralizza. Corre, accelera, sembra in balia della collera. La sconfitta con la Roma non gli è andata giù, così Inzaghi si ritira subito su. Serviva una vittoria per scongiurare il contraccolpo psicologico, Ander-show è salito sul palcoscenico ed ha regalato spettacolo, mettendo la sua firma sulla vittoria laziale.
Lazio arrembante nei primi 10’, Felipe mette subito il turbo, ma Immobile non è molto furbo. Pescato addirittura 6 volte in fuorigioco. Al 15’ si divora un gol di testa sul solito cioccolatino del brasiliano, poi sulla sua girata al volo un miracolo di Puggioni con la mano. Ma i biancocelesti passano prima in vantaggio. Vola in di nuovo in cielo, Sergej, scaraventa per terra due avversari e schiaccia in porta. Come a Palermo, si riparte da Milinkovic. Un po’ appannato, meno fisico, tranne nel gol. Il quarto in questo campionato ed è pesantissimo. Cinque minuti dopo un’altra fiammata di Felipe e ne approfitta Parolo in scivolata per il suo primo centro in campionato. Adesso salgono a 14 i giocatori biancocelesti mandati a rete. Serviva come il pane questo riscatto, anche per chi con la Roma aveva sporcato il piatto. Wallace inizia spaventato, poi senza paura si rilancia in area con un dribbling forzato. Marchetti ancora talvolta insicuro, ma per fortuna Quagliarella e Muriel nei piedi non hanno il cianuro.
Nella ripresa entra Strakosha ed è poco reattivo sul sinistro dalla distanza di Schick. Felipe prova a trovare la gloria col gol. Puggioni ci mette i guantoni e poi il corpo intero su un egoista Immobile. Ciro cerca a tutti i costi di sbloccarsi, dopo 4 giornate di digiuno, niente. Adesso non segna da un mese e mezzo, ma la testa d’Inzaghi è rivolta a tutt’altro.

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