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La sconfitta della Roma contro l’Atalanta, non deve essere vista come una prova scialba della compagine giallorossa, bensì come una prova-monstre degli uomini di Gasperini, vera rivelazione di questo scorcio di campionato. Infatti, gli orobici hanno totalizzato ben 7 vittorie nelle ultime 8 gare. Passando alla Roma, il secondo posto, ora è messo a dura prova dall’avanzata di ben 4 squadre ossia: Milan, Lazio, Atalanta e anche dallo stesso Napoli. Gli uomini di Spalletti non hanno giocato male ripetiamo, è stata l’Atalanta a giocare in modo trascendentale come gli sta capitando da 8 turni. Dopo il vantaggio illusorio romanista sancito dal rigore di Perotti, per fallo di mano di Toloi, i bergamaschi nella ripresa riuscivano a far loro la partita grazie alle marcature di Caldara che devia, la palla che sbatte, su Szczesny e poi di nuovo sulla testa del difensore, e per mezzo di un altro rigore, questa volta per i lombardi, per fallo ingenuo di Paredes su Gomez: Kessiè‘ trasforma rigore che suggella un secondo tempo di marca orobica.
Questa vittoria porta l’Atalanta a quota 25 punti, in piena zona Champion League e allontana la Roma di 7 punti dalla Juventus. Al termine del match vinto dall’Atalanta sulla Roma per 2 a 1 è intervenuto ai microfoni dei giornalisti il tecnico giallorosso, Luciano Spalletti. Ecco quanto evidenziato: “Questa squadra nella lotta si perde, nei duelli perdiamo in qualità e se poi commettiamo anche errori concendendo rigori così…”. Insomma, merito all’Atalanta ma anche una critica pesante ai suoi ragazzi: “Nel secondo tempo abbiamo smesso di giocare e loro hanno fatto quel che erano chiamati a fare. Un passo indietro.ll discorso – ha continuato Spalletti – è che, se smetti di giocare, gli avversari fanno il loro dovere e ti fanno gol. Nel primo tempo siamo scesi in campo bene, giocando la palla come dobbiamo fare, mentre nel secondo non l’abbiamo fatto e l’Atalanta è salita in cattedra riuscendo a ribaltare il risultato. Per noi è un risultato pesante, per loro una bella vittoria. Quando si alza il livello di lotta noi diventiamo meno bravi: o la gestiamo dal punto di vista tecnico, facendo il nostro calcio, oppure se il match si sposta sui duelli fisici noi abbassiamo la guardia. Su questi aspetti si può lavorare, lo facciamo di già. La partita di oggi, e anche il nostro storico, dicono che quando un match diventa una mischia continua commettiamo qualche ingenuità di troppo. La responsabilità maggiore, quando una squadra non lotta, è dell’allenatore, perché è l’allenatore che durante la settimana ha il termometro della squadra. Dobbiamo accettare il risultato, perché il nostro non rendimento lo ha determinato. Noi ridimensionati? In questo caso la partita ha raccontato che abbiamo fatto un passo indietro: è vero che abbiamo trovato una squadra in salute, ma se ci fossimo comportati bene l’avremmo gestita altrettanto bene. Il rigore? Il colpetto c’è, anche se il giocatore poteva anche stare in piedi. Ma da difensore non sarei intervenuto così, questo è certo”.
Alessandro Lugli

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