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L’Avellino esce indenne dal Cabassi: 1-1 il risultato finale. E in pochi avrebbero scommesso su un risultato dei biancoverdi alla vigilia. In effetti il pari è casuale. L’Avellino concede poco nella prima parte di gara, capitalizza al massimo con il rigore di Ardemagni a inizio ripresa, ma si fa subito raggiungere da Lasagna. Da quel momento gli uomini di Toscano arretrano il baricentro, rischiano di andare sotto e resistono in 10 nel finale. E’ un punto che fa morale, ma che non cambia la stagione dell’Avellino. Ci sarà da soffrire. E tanto. Proprio come nel secondo tempo del Cabassi.
NOIA- Copione del match già scritto: il Carpi fa la partita, l’Avellino gioca di rimessa per sfruttare la profondità di Mokulu. Il primo quarto d’ora se ne va senza grandi sussulti. L’unico tentativo è di Lasagna: rasoterra che si spegne di poco sul fondo. La gara non decolla e i ritmi sono bassi. Tutto a vantaggio dell’Avellino che controlla bene il Carpi. Radunovic deve sbrigare solo l’ordinaria amministrazione come sulla girata debole di Romagnoli al 21′. Per il resto, poco o niente. Tanti sbadigli in un mare di noia. Il Carpi si rende pericoloso solo a 10′ dalla fine del tempo, prima con una mischia in area, poi con un tiro di Pasciuti respinto da Radunovic in corner. Nei minuti di recupero, Radunovic rischia di macchiare la sua prova con un’uscita comica, ma il portiere rimedia subito all’errore. E’ l’ultimo brivido di un primo tempo avaro di emozioni.
VIVACITA’-Quattro giri di lancette e la partita cambia: Sabbione, in ritardo, stende nettamente Ardemagni. Nessun dubbio. E’ rigore. Dal dischetto l’ex Ardemagni non sbaglia. Avellino avanti. A sorpresa. Ma il vantaggio dura un paio di minuti: calcio di punizione dalla trequarti, mischia in area, Perrotta salva sulla linea, riprende Lasagna che non sbaglia e vanifica il tentativo di salvataggio di Migliorini. Passano altri 60” e Lasagna si divora il gol del 2-1 masticando la conclusione a tu per tu con Radunovic. Ancora Lasagna non centra il bersaglio grosso in sforbiciata al 56′. Il Carpi insiste e sembra tutta un’altra squadra rispetto a quella vista nella prima parte di gara. Di Gaudio e Letizia si accendono. Lasagna è ispirato e le occasioni aumentano: al 66′ Il neo-entrato Bifulco grazia Radunovic dal limite dell’area piccola poi non in inquadra di testa su cross di Di Gaudio. Toscano si cautela e richiama Ardemagni per inserire Lasik, un centrocampista. Ma Migliorini si fa cacciare fuori ingenuamente (doppia ammonizione) e scombina i piani di Toscano. Castori avanza le torri e manda in campo il lungagnone Comi, altro ex di turno. Ma gli attacchi del Carpi sono sterili, l’Avellino resiste in apnea e esce indenne dal Cabassi.
Mariano Messinese

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