Views: 0
La vittoria e la passerella sotto la Sud come da piacevole abitudine, è ormai archiviata,dato che la squadra già sta preparando la sfida di coppa al Cosenza.Claudio Lotito c’ha preso gusto ed i anche sabato, non ha voluto mancare all’appuntamento con l’Arechi nonostante l’impegno serale della sua Lazio all’Olimpico con la Juventus. Incontentabile il co-patron che non lesina una tiratina d’orecchie ai suoi: “La squadra a tratti è stata leziosa, abbiamo trascinato l’1-0 fino alla fine anziché assestare il colpo di grazia – spiega Lotito – Nell’intervallo sono sceso nello spogliatoio proprio per spronare la squadra affinché rientrasse in campo con ben altra ferocia agonistica. I cambi di Menichini sono stati azzeccati, non mi sono mai permesso di sostituirmi al suo ruolo ed a dare disposizioni tecniche”. Ringraziamenti al pubblico “Non sono andato a raccogliere tributi ma a ringraziare la gente, Salerno può dare ancora di più in termini di numeri, il pubblico è un fattore fondamentale per noi” e parole d’elogio per Calil: “E’ un regista d’attacco che può interpretare più ruoli. Costituisce un valore aggiunto per questa squadra che è ben attrezzata in ogni reparto. Ora rientrerà anche Mendicino, speriamo finalmente di recuperare tutti gli infortunati. Menichini può attuare tutti i moduli di gioco possibili ed immaginabili”.
Il monito al gruppo per il futuro resta il medesimo: “Non serve solo qualità, servono determinazione e ferocia agonistica, infatti abbiamo fatto gol su errore loro e poteva anche non accadere, perchè il calcio è fatto da episodi. La squadra faceva troppo girare la palla convinta che prima o poi avremmo segnato. Questo non è giusto, infatti su una loro ripartenza abbiamo rischiato. È come un puglie alle corde, va messo ko subito. La squadra ha gestito la gara e poi l’ha controllata, ma questo va fatto quando hai pieno possesso della gara e non con il risultato in bilico”.
E a gennaio come si muoverà la società? “Vedremo quello che sarà il girone di andata, se ci sarà da fare delle correzioni le metteremo in campo – risponde Lotito – Questa è una squadra di qualità, con giocatori da altre categorie, molti di loro possono giocare in serie B, anzi gia ci giocavano. Bisogna dotarsi di umiltà e spirito di gruppo per raggiungere gli obiettivi. Giandonato? È un giocatore di categoria superiore tecnicamente, questo è un campionato molto difficile e servono combattenti: chi agisce di fioretto e chi di sciabola, servono tutti. Abbiamo avuto purtroppo degli infortuni, ora rientrerà anche Mendicino e speriamo che l’oganico sia idoneo per quello che è l’obiettivo principale”. Flash anche sul mercato e sulla posizione contrattuale di Andrea Nalini, in scadenza al 30 giugno: “Ha la possibilità di attuare un percorso di crescita importante. Sicuramente rinnoverà, lui come altri componenti di questa squadra può tranquillamente fare bene anche in categoria superiore”.
In chiave mercato, c’è la voce di uno scambio con la Casertana, che vedrebbe arrivare All’Arechi il jolly d’attacco Mancino, ed andare all’ombra della Reggia Volpe. Giunto con squilli di tromba da Lanciano, ma mai ha mostrato il suo reale valore. S’interrompe all’Arechi la serie positiva di sei partite della Paganese di Andrea Sottil, che soccombe col minimo scarto alla Salernitana che pure non ha pigiato il piede sull’acceleratore. Ha visto partite migliori lo stadio Arechi, con le due squadre che in campo non hanno dato certamente uno spettacolo incisivo. Il tecnico ospite analizza così la partita in sala stampa dopo il triplice fischio: “Avevo preparato la gara per aspettare bassi e pressare alto. Non lo abbiamo fatto bene, la mia squadra si è abbassata troppo e facevamo fatica a ripartire. Abbiamo contenuto bene, subendo gol su pasticcio nostro. La cosa ci fa rabbia perché se fossimo andati a riposo sullo 0-0 a livello psicologico, sarebbe stata altra cosa. Nel primo tempo non accorciavamo, questo ci faceva abbassare, le due mezz’ali non giocavano e loro guadagnavano metri. Nel secondo tempo la mia intenzione originale era quella di schierare il trequartista e due punte, abbiamo scagliato molti cross ma ci è mancata la determinazione. Bisogna ponderare la sconfitta, giocavamo pur sempre contro la prima in classifica. Noi non siamo il Real Madrid, dobbiamo stare coi piedi per terra: sappiamo da dove veniamo e qual è il nostro obiettivo, accettiamo la sconfitta, ci toccherà capire dove abbiamo sbagliato e migliorarci. La cosa certa è che non mi è piaciuto il carattere soprattutto nel primo tempo”.
“Oggi francamente m’aspettavo una Paganese diversa”. Onesto nel riconoscere la superiorità degli avversari, il direttore generale azzurrostellato Cosimo D’Eboli commenta la gara dell’Archi: “Avevamo defezioni importanti, a differenza della Salernitana non abbiamo seconde linee all’altezza dei titolari ed inevitabilmente abbiamo patito qualcosa. Nel complesso abbiamo fatto la nostra onesta partita, pagando a carissimo prezzo l’errore di Schiavino. La vicenda Trapani inizialmente ci ha scossi, ma i ragazzi sanno con chi hanno a che fare. Non credo abbia influito sul risultato. Noi dobbiamo costruire la nostra salvezza giornata dopo giornata, per Pagani partecipare alla Lega Pro è come fare la Champions League”.
“Trentuno punti in quattordici giornate sono tanta roba”. E’ un Leonardo Menichini ovviamente soddisfatto per il successo interno – il quarto consecutivo –. “Ma il campionato è una lunga corsa a tappe – ammonisce il trainer di Ponsacco in versione pompiere – stiamo facendo molto bene, ma la classifica conta ora come ora conta relativamente. L’equilibrio regnerà sovrano fino alla fine, oggi non era facile contro una squadra in ottima salute come la Paganese. Lotito? E’ venuto negli spogliatoi per spronare la squadra, ma non si è mai espresso su faccende tecniche. Tutti noi volevamo chiudere la partita prima ma questa gara nascondeva delle insidie. Qualcuno, come Gabionetta, deve trovare la miglior condizione. Viene da un lungo periodo d’inattività, non gli detto bene qualche giocata ma s’è reso utile anche in fase di non possesso. Mi lascia ben sperare la voglia di questa squadra. Anche oggi abbiamo concesso pochissimo agli avversari, in questo torneo conta avere continuità”. Salernitana che ha iniziato col 4-3-1-2 per finire quasi con un 5-3-2: “La Paganese è passata al 3-4-1-2 ed ho preferito passare a 5 abbassando Pestrin per controllare Caccavallo che giocava tra le linee. Volevamo continuare a fare il nostro gioco coprendoci al centro. Mi è piaciuto l’atteggiamento della squadra anche nelle difficoltà. Ora pensiamo alla Coppa Italia ed alla difficile sfida di domenica con la Lupa Roma. C’è sempre da migliorare ma non dimentichiamo che da quando c’è Sottil alla Paganese erano ancora imbattuti e fuori casa aevano subito solo 3 o 4 gol. La Paganese ha chiuso gli spazi, ci vuole pazienza, lo avevo detto alla mia squadra, ci vuole personalità e aspettare il momento opportuno per colpire e fare male.. Dopo il vantaggio dovevamo sfruttare qualche ripartenza, ma per errore nostro o per merito dell’avversario non abbiamo raddoppiato. Portiamo a casa una vittoria importante contro una squadra che aveva pareggiato contro il Benevento, vincere è sempre difficile, a volte non mi trovo d’accordo con chi pensa che la Salernitana deve vincere per un diritto acquisito, anche io non vorrei stare 1-0 negli ultimi minuti e vincere soffrendo. Giandonato? Ha fatto ottima partita, qualche volta si è accentrato perché Pestrin era marcato e si spostava, lasciando spazio a Manuel.L’ho preferito a Volpe per una questione puramente tecnica, cerco sempre il meglio per la mia squadra, in questo momento Giandonato aveva buone motivazioni e buona condizione fisica, Volpe qualche tempo fa aveva accusato dei problemi, non c’è nessuna preclusione, solo scelta tecnica“. Ancora una volta la Salernitana non ha subito gol, sintomo di compattezza tra i reparti, oltre che di un’ottima organizzazione difensiva: “Quando non si prende gol è sempre importante, io cerco equilibrio, tutta la squadra lo deve avere, siamo abituati a parlare di reparti, oggi tutti i miei attaccanti si sono sacrificati, tutti partecipano in fase di non possesso. Primo tempo dovevamo andare di più sulle fasce con gli esterni bassi, lo hanno fatto poco, bisognava qualche volta servire le sovrapposizioni, qualche volta Franco non è stato servito, è chiaro che con un avversario che chiudeva bene gli spazi non era facile giocare. Il mio battibecco con Sottil? Nulla, scaramucce dalla panchina ma niente di che, ce l’aveva con qualcuno della panchina. Il mercato di Gennaio? Vedremo, adesso è prematuro parlarne, manca ancora tanto tempo. Penso alla prossima gara la coppa Italia, ci teniamo andare avanti, e poi c’è la Lupa Roma. Quando arriveremo al mercato vedremo le opportunità che ci sono, vediamo chi vuole andare via perché scontento nella sua squadra, vediamo che sarà, ora è presto parlarne. Certo, avere gente di gamba è sempre importante, fondamentale avere giocatori veloci che possono capovolgere la situazione. Mendicino? Ora rientra in gruppo, ma devo prima vedere gli allenamenti per capire se con il Cosenza è disponibile”.
Raffaele Cioffi

Lascia un commento