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Un pari che fa felice la Juve Stabia che, con 25 punti, resta capolista del girone C di Lega Pro. 0-0 l’esito del posticipo dell’undicesima giornata tra Lecce e Foggia, di scena stasera al Via del Mare. Un pareggio che era pronosticabile alla vigilia e che, tutto sommato, ha rispecchiato fedelmente l’andamento del derby. Rossoneri e giallorossi si sono affrontati a viso aperto, mettendo in mostra spunti tecnici pregiati e diverse occasioni da rete non finalizzate per una questione di dettagli.
PRIMO TEMPO – Meglio i rossoneri nei primi 10 minuti: Rubin colpisce una traversa con un mancino potente al volo qualche secondo dopo che Bleve aveva raccolto in due tempi la conclusione velenosa di Chiricò. La pressione rossonera si allenta e il Lecce tenta qualche break offensivo senza, però, pungere. Tanto che è ancora il Foggia a sfiorare il vantaggio quando, sugli sviluppi di un corner, Lepore anticipa all’ultimo secondo Chiricò, pronto a battere a colpo sicuro nell’area piccola. A quel punto il Lecce inizia a produrre qualche pericolo: Torromino manda fuori una bella conclusione, poi il numero uno rossonero Sanchez salva in uscita su Caturano, che si era involato da solo a rete. E’ una fase nella quale il Foggia ha aperto di più le maglie lasciando troppi spazi agli avversari dopo un inizio più disciplinato tatticamente. La gara resta però vibrante da ambo i lati, con entrambe le squadre che danno la sensazione di poter colpire in qualsiasi momento.
SECONDO TEMPO – La ripresa si apre sulla falsariga del primo tempo. Ovvero col Foggia più pericoloso. Ci prova Agnelli e una deviazione salva Bleve. Poi il Lecce aumenta ritmi e produzione di palle-gol: il traversone morbido da destra di Torromino è agganciato di testa da Caturano, palla incredibilmente fuori di un soffio. E, dopo qualche minuto, Mancosu percorre qualche metro e fa partire un missile che coglie il palo alla sinistra di Sanchez prima di spegnersi fuori. Chiricò è però una furia e si inventa un tiro a giro che per poco non beffa Bleve. In pratica il Lecce preme per vincere, ma il Foggia aspetta sempre il momento giusto per punire gli avversari, forte della serata di grazia di Vacca, strepitoso nel ruolo di play. E’ una partita a scacchi, nella quale ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. Qualche errore di imprecisione c’è, come nel primo tempo, ma la qualità che si ammira è indiscutibile. Poi inizia la girandola delle sostituzioni con l’ingresso di Saint Maza per Mazzeo nel Foggia, e di Fiordilino per Arrigoni e Tsonev per Mancosu nel Lecce. Esce anche Chiricò (dentro Sarno) e per l’esterno rossonero è un boato di fischi assordanti al momento del suo congedo. Lui non si scoraggia e, in segno di sfida, saluta la Curva dei tifosi ospiti baciando ripetutamente la maglia. Poco o nulla da segnalare, se non un pasticcio nel recupero di Angelo che cicca il pallone in piena area costringendo Martinelli a spazzare e ad evitare guai peggiori. Una frittata che poteva costare cara al Foggia. Partita spettacolare e tirata, quindi. E pari giustissimo tra due squadre che arriveranno all’arma bianca fino in fondo. Non è un caso che, a ostilità chiuse, entrambi i tecnici benediranno il punto senza recriminazioni di sorta.
Stefano Sica
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