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Un noioso pareggio ad occhiali, disputatosi dinanzi, il non pubblico delle grandi occasioni quest’oggi all’Arechi. Non in tanti dunque, ma nemmeno pochi, ad acclamare il ritorno, dopo 17 lunghi anni, di Gennaro Gattuso. Grande ovazione e applausi a scena aperta al momento dell’ingresso in campo dell’ex centrocampista granata. Non poteva mancare un coro in suo onore (riservato tra l’altro a pochi), in memoria dei tempi d’oro che furono. Sono 9.907 gli spettatori, pochi per le potenzialità della piazza, ma tanti se paragonati a tante piazze che ora giocano in massima serie, o vi si giocano la promozione. Il dato di 9907,include la quota abbonati e i 62 tifosi provenienti da Pisa.
Prima mezz’ora di gioco soporifera,e chissà se sugli spalti qualcuno non si sia appisolato. Nel nulla cosmico, c’è solo qualche spunto personale di Rosina prima, e di Improta poi, intanto le lancette del cronometro scorrevano velocemente e dalla Curva Sud frattanto pioveva qualche fischio. Il primo tempo terminava a reti bianche, avaro di emozioni o qualcosa di simile, e l’ingresso negli spogliatoi veniva accompagnato da mugugni per lo spettacolo fornito.
Una Salernitana che sembrava infrancata quella della ripresa. Pronti via Donnarumma si divorava un gol di testa prima, e colpiva una traversa poi, con l’Arechi si infiammava, scaldando e tirando fuori la voce, con la speranza di poter vedere finalmente una partita di calcio, con tiri, emozioni e tutto il contorno. Ma i calorosi tifosi, hanno sperato invano. A conti fatti, poco o nulla è servito il costante e continuo incitamento. Tanto che ad un certo punto, è scesa anche voce dei supporters di fede granata, indice di come la prestazione fornita quest’oggi dall’undici messo in campo da Sannino non abbia soddisfatto i quasi diecimila presenti. Al triplice fischio finale i calciatori granata hanno provato ad andare sotto la Sud, ma il dietro front è stato repentino considerando la bordata di fischi che ha subissato squadra e allenatore. Applausi, di cuore, solo per lui “ ringhio” Gattuso. Un allenatore, che sa trasmettere la sua grinta alla squadra, che la piazza ha sperato di vedere all’Arechi per il dopo Menichini. Ora c’è Sannino e va sostenuto. Il calcio ognuno la vede a modo suo, e c’è chi dopo questa prestazione noiosa, senza anima vede positivo. Chi vede una sorta di raggio di sole è il mastino Busellato, che analizza cosi il match : “Abbiamo fatto fatica a trovare soluzioni, ci siamo imposti anche oggi, manca solo la vittoria, siamo fiduciosi – ha esordito il centrocampista della Salernitana in sala stampa – L’importante è non perdere altre volte, dobbiamo guardare le cose positive. I tifosi si aspettano qualcosa in più ma in momenti di difficoltà l’importante è non perdere, potevamo raccogliere di più ma non abbiamo perso. Non so se l’anno scorso ci sono state cinque partite senza perdere. Oggi abbiamo avuto un po’ di sfortuna ma non voglio trovare giustificazioni. Quando le cose andranno leggermente meglio troveremo anche i punti“. L’unica via di uscita è naturalmente la vittoria: “Era la terza partita in sette giorni, però nel secondo tempo nessuno ha mollato neanche sotto l’aspetto fisico. La soluzione è solo la vittoria, ma penso che si veda in campo. Accetto i fischi, ma credo che la gente debba anche vedere la maglia che sudiamo, ci stiamo mettendo l’anima. Sono contento di affrontare il Cittadella perché è un’ottima squadra e sono emozionato di affrontarli“

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