16 Maggio 2026
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Salernitana, Sannino presenta l’Entella

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Gli esperimenti tattici, sono finiti con la rifinitura svolta sotto un diluvio, si spera ben augurante. Beppe Sannino, ormai è pronto, insieme ai suoi uomini. Nell’ormai consolidato format tutto social di marca Salernitana che ha ormai assassinato la conferenza stampa prepartita, il trainer granata elabora la propria presentazione del prossimo match di campionato. All’Arechi arriva l’Entella e il trainer non dimentica il torneo 1987/88, l’ultimo della sua carriera da calciatore, che lo vide disimpegnarsi proprio in biancoceleste in Serie C2. “Ho giocato un anno con l’Entella quand’ero ancora ‘pseudo’ calciatore. Ho un ricordo bellissimo, fu un anno di sofferenza, ci salvammo in un momento un po’ particolare della società col presidente Barbieri che adesso non c’è più. Quell’anno facemmo un ottimo lavoro col gruppo, ci furono varie vicissitudini e un cambio d’allenatore. Dopo quell’anno lì l’Entella è andata nei dilettanti per scelta e poi ha rifatto il suo percorso: negli ultimi due anni ha fatto molto bene”, ha esordito Sannino. Sarà amarcord per lui ma anche per Roberto Breda dalla parte opposta. E che amarcord. “Bello il ricordo indelebile della piazza nei suoi confronti. L’ho conosciuto a Catania, avemmo una piccola diatriba ma a volte ciò aiuta a conoscersi anche meglio – commenta Sannino – Lui è una persona umile e si pone nel miglior modo col prossimo. Mi sembra anche generoso, ci siamo incontrati al di fuori del calcio proprio in Costiera e c’è stata simpatia. Lo stimo molto, mi fa piacere rivederlo ed è giusto che da parte di Salerno ci sia voglia di rivedere ed applaudire Breda: tutti abbiamo piacere di tornare in un posto in cui abbiamo fatto bene”.
Poi, la stretta attualità e le cose di campo. “Penso sia sotto gli occhi di tutti il fatto che vanifichiamo quel che di buono facciamo, subendo gol su calcio da fermo – l’analisi del tecnico – Ci soffermiamo tutte le settimane su questo lavoro, ho invocato più attenzione nei momenti cruciali, soprattutto quando la partita sta per finire. Ma il problema è generalizzato, i calci da fermo sono diventati punto forte per fare risultato e noi dobbiamo essere bravi a migliorare. In settimana ci siamo allenati bene, veniamo da due risultati positivi ma la strada è lunga. Ho chiesto ai ragazzi di avere continuità di risultati, cercando di tenere una linea abbastanza importante nel prosieguo del campionato. Giochiamo contro una squadra che viene da un risultato importante, se ha capovolto la partita col Benevento dallo 0-2 al 3-2 vuol dire che sa quello che vuole. Troverà però di fronte una Salernitana vogliosa che davanti ai propri sostenitori vorrà continuare il piccolo trend iniziato. I giovani come Luiz Felipe? Fa tutto parte di un percorso. Non guardo alla carta d’identità, né ai nomi: chi vedo pronto durante la settimana va in campo. Luiz Felipe al momento giusto s’è fatto trovare pronto ed è giusto che in questo momento sia in campo per le garanzie che mi dà. Così come anche Improta. Riccardo ha sofferto un anno, è stato operato a un crociato, con umiltà s’è messo a lavorare. Gioca in un ruolo che non pensava di poter svolgere come sta facendo ma credo che per le sue qualità questa posizione possa essere tagliata su di lui. Mi auguro che anche Mantovani e tutti gli altri calciatori possano farsi trovare pronti quando è il momento di scendere in campo. Anche Odjer è un giovane, non dimentichiamocelo: deve esserci la giusta miscela con l’entusiasmo e la spavalderia del giovane che non ha pensieri per la testa, insieme alla serenità e anche alla consapevolezza e all’esperienza di quelli che sono un po’ più vecchi”.
Turnover rimandato ad Ascoli, probabilmente. Sannino tiene tutto per sé, chiaramente, nel video-monologo diffuso dal club granata. “Tutte le partite hanno una storia a sé. Andiamo ad affrontare la prima di una serie di tre gara, voglio pensare ad una alla volta – dice – Andrà in campo la formazione che reputo la migliore per questa partita, sapendo che poi martedì abbiamo l’Ascoli e sabato dopo ancora il Pisa. Ai tifosi non posso chiedere niente perchè non hanno bisogno di essere chiamati, sono sempre presenti. Anche a Brescia lo sono stati. Dobbiamo solo dare, non possiamo chiedere. Dobbiamo dar gioia a una tifoseria che merita e che vuole soffrire di meno rispetto all’anno scorso”

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