16 Maggio 2026
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Nocerina da battaglia, il Potenza cade al San Francesco. Il film della gara

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Il momento è benevolo e va cavalcato. La Nocerina infila il quarto risultato utile consecutivo, dopo aver battuto il Potenza al San Francesco (2-1), e si porta al sesto posto. Sono già lontani gli affanni e le polemiche di inizio stagione: i rossoneri vincono, accorciano a -3 sul Trastevere, secondo, e mantengono invariati i sei punti di distacco dalla capolista Gravina, corsara ad Agropoli. C’è tanto da migliorare, questo è ovvio. E anche il match coi lucani ha fatto emergere, specialmente nella ripresa, l’animus pugnandi di un gruppo che, tuttavia, nel primo tempo aveva denunciato momenti pericolosi di black-out e di ansia. I molossi, tutto sommato, devono farsi ancora “squadra” ma, dopo l’intervallo, hanno avuto il merito di ridurre ai minimi termini un Potenza che ci ha creduto poco e male ma che, fino al raddoppio di Girardi, si era mostrato esteticamente superiore e anche più determinato.

Nella Nocerina, mister Enzo Maiuri punta sul 4-2-3-1 sempre prediletto con Alvino, Fella e Milani che supportano Mimmo Girardi in avanti. Coppola e Di Pietro si piazzano in mediana mentre sugli esterni vanno gli over Vitolo e Santamaria, con Sommariva in porta ed il duo Pomante-Cacace in difesa. Sull’altro fronte, solito 4-3-3 per Egidio Pirozzi, che sceglie Villa in attacco assistito da Pepe a sinistra e dal ’96 Lucchese a destra. Regia affidata al sempreverde Gennaro Esposito con D’Allocco e il ’97 Apicella interni. Al centro della difesa ci sono Ungaro e Guarino, con Pettinelli e Guardiglio sulle fasce e il ’98 Sutalo in porta. C’è un under in più, quindi, per i rossoblù, senza contare l’esplosività in retroguardia dello stesso Guarino, classe ’95 che lo scorso anno ha vestito la maglia dell’Ischia.

Partono forte i molossi che sbloccano la sfida quando l’erba del San Francesco è ancora immacolata: D’Allocco stende in area Girardi che poi trasforma il penalty successivo (3′). Sutalo intuisce la botta che si indirizza alla propria sinistra, ma non ci arriva. Il vantaggio immediato sortisce un effetto più narcotizzante che stimolante per i rossoneri, che iniziano a lasciare troppo campo al Potenza. L’intuito di Apicella premia l’inserimento di Guarino che sforna un cross che Villa, complice il buco clamoroso di Cacace, dovrebbe solo spedire in porta, ma la palla va a lato di un soffio. Insomma, mentre i lucani giocano con grande semplicità e cominciano a convincersi di poter dettare legge, ai molossi la palla scotta tra i piedi. C’è confusione, poca precisione e la manovra latita anche se Girardi lotta sempre come un gladiatore provando a far salire i compagni. Il Potenza preme e potrebbe pareggiare quando, sull’angolo di Pepe, Di Pietro si immola sulla linea di porta restando qualche minuto a terra dopo uno scontro fortuito con un avversario. Corner dal lato opposto, pallone che arriva a D’Allocco e tiro fuori misura. Il pari, meritatissimo, arriva al 19′ grazie ad uno sfondamento per vie centrali di Villa, verso il quale Cacace scappa con troppo ritardo. La palla schizza e l’intervento viene bucato prima da Pomante e poi da Vitolo: per Pepe è facile confezionare il missile che gela Sommariva. La reazione della Nocerina è solo nella sortita di Alvino, il cui siluro non coglie la porta di Sutalo per pochi centimetri. Proprio l’ex Casertana scarica corto a Fella il cui piatto fa il solletico al numero uno dei Leoni. Qualche istante dopo, il fattaccio che forse cambia completamente il destino dei rossoblù: Pepe, andando a ripiegare su Vitolo, si procura una distorsione al ginocchio costringendo Pirozzi ad avvicendarlo con Todino. Tatticamente cambia poco, ma il Potenza perde il suo uomo (fino a quel momento) migliore. Apicella, appostato sul secondo palo a due passi da Sommariva, non centra di testa la porta sugli sviluppi di un corner, e la Nocerina passa quasi a sorpresa: Alvino lavora un pallone strepitoso a sinistra e sfodera un traversone su cui Girardi, piantato nell’area piccola, non può sbagliare quasi entrando con la testa nella porta di Sutalo (43′). Troppa grazia per i padroni di casa, a fronte di un Potenza ingenerosamente penalizzato da episodi e malasorte. Finisce così il primo tempo, inframezzato dallo striscione che i 150 tifosi del Potenza espongono in ricordo di Enzo Salzano, storico tifoso della Nocerina strappato troppo presto alla vita sette anni fa. Per 2-3 minuti il San Francesco diventa la platea di un teatro dove l’eternità degli applausi distoglie un po’ tutti dallo spettacolo del campo.

Dopo l’intervallo, il Potenza si spegne e non è più quella squadra audace ammirata nel primo tempo. La Nocerina chiude ogni varco e si molto più ordinata e convinta dei propri mezzi. E, in contropiede, potrebbe archiviare più di una volta la pratica. Fella trova in profondità uno scatenato Alvino che, contrastato adeguatamente da Ungaro, non coglie lo specchio sul primo palo. Lo stesso 10 rossonero anticipa in area l’intervento di Guarino che poi è bravo a riposizionarsi ed a ricacciare il traversone basso dell’ala molossa. Un’altra conclusione di Milani, dalla lunga distanza, termina altissima, poi è bravo Girardi ad innescare l’inserimento a destra di Papini (subentrato proprio a Milani) il cui tiro a giro si spegne largo. Il Potenza non c’è più e Pirozzi si gioca la carta Pagano, tirando fuori Pettinelli. Il nuovo entrato va in appoggio a Villa in attacco, con Todino ed Apicella più larghi. Lucani, quindi, a trazione anteriore ma di palle-gol neanche l’ombra. Anzi, è Nohman, entrato al posto di un acclamatissimo Girardi, a divorarsi il tris mandando sul palo un traversone chirurgico di Papini a due metri da Sutalo. Un errore da matita rossa. Villa viene espulso dall’arbitro, il sig. Maranesi di Ciampino, forse per una violenza consumata ai danni di un avversario e, nell’epilogo dell’ennesima ripartenza, Aracri, che nel frattempo aveva preso il posto di Alvino, costruisce una sapiente sponda per Nohman la cui botta al volo è debole e troppo telefonata per Sutalo.

Dalla paura al trionfo, dunque, per una Nocerina che nella ripresa ha messo un lucchetto indistruttibile ai tre punti senza calare un tris che sarebbe stato più che legittimo. Col Nardò, reduce da tre vittorie consecutive dopo un inizio choc, la vera prova di maturità. Si giocherà in Puglia. Potenza solo a metà, anche se i rossoblù vanno semplicemente elogiati per la l’acciaieria psicologica con cui stanno resistendo ad una situazione societaria avvilente e dopolavoristica. Anche un elefante alzerebbe bandiera bianca in casi simili, non i ragazzi volenterosi di Pirozzi. E questo è un dato inconfutabile. E domenica, al Viviani, arriverà l’Anzio: l’obiettivo, manco a dirlo, sarà fare l’en plein di vittorie (quattro su quattro) tra le mura amiche, quantomeno per alimentare un sogno e regalare un sorriso ad una tifoseria oramai disillusa da queste crisi perenni. Società permettendo, s’intende.

 

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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di Footballweb

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