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Servizio di Maurizio Longhi – Vice Direttore FBW @riproduzione riservata
Già l’anno scorso, soprattutto nel finale di stagione, era diventato lui il capitano del Portici. Mimmo Olivieri è quel perfetto leader silenzioso, parla quanto basta per farsi comprendere, senza lasciarsi andare a troppe parole. Anche quest’anno, con una squadra costruita per vincere, le chiavi del centrocampo sono affidate a lui, ha il compito di proteggere la difesa, di aprire il gioco, di verticalizzare. Mica un compito facile, eh? Anzi, di grande responsabilità, ma lui ha le spalle sufficientemente larghe per ricoprirlo con il massimo profitto. Nella gara contro l’Hermes Casagiove è andato anche in gol, il risultato era già in cassaforte per la doppietta di Murolo nella prima frazione ma, ad inizio ripresa, ha disegnato una bellissima traiettoria su punizione firmando il tris. Una bella soddisfazione per lui che, soprattutto in una squadra infarcita di attaccanti di calibro pesante, non è deputato a segnare. Eppure lo sa fare, l’anno scorso i suoi gol sono stati importantissimi, come quelli contro Pimonte e Sibilla ai sedicesimi e agli ottavi di coppa Italia, quello in casa dell’Arzanese permettendo al Portici di ritornare a vincere nel bel mezzo di una crisi che sembrava non avere fine. Mimmo Olivieri, l’Herbert von Karajan azzurro, è garanzia di serietà e professionalità, anche per questo mister Borrelli gli ha affidato il cuore del centrocampo e soprattutto la fascia di capitano, lui che se ne intende di queste cose. Il numero 4 azzurro, ha segnato su calcio piazzato, e pensare che in tribuna c’erano due suoi compagni di squadra che possono essere considerati degli specialisti sui calci da fermo. Parliamo di Tommaso Manzo e Paolo Sardo, ma in loro assenza, ci ha pensato il metronomo azzurro a colpire nel segno, manca l’uno e ci pensa l’altro, questa è la vera forza di un collettivo. Questo Portici, non solo ha attaccanti stratosferici, come si è evidenziato in questo inizio di stagione, ma anche soluzioni importanti sui calci piazzati, che possono risolvere quelle partite bloccate dove risulta complicato trovare varchi contro avversarie che fanno tanta densità nella propria metà campo. Olivieri è al suo terzo anno a Portici, è assurto al grado di capitano, ora si lavora per l’avanzamento di carriera, qualcuno lo chiama salto di categoria. Questione di dettagli.
Foto di Ionut Stefan Di Nuzzo

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