16 Maggio 2026
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Irrefrenabile Ipocrisia

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E’ un caldo pomeriggio di fine luglio, clima estivo di un tipico pomeriggio italiano. L’attenzione più che sul mare si focalizza sull’asse Madrid-Torino, quello stesso asse che porta il pipita Higuain lontano da Napoli per la cifra di 90 milioni. “Hanno vinto tutti” scrivono i giornali; vince la Juve che strappa ad una diretta concorrente un attaccante completo, forse uno dei migliori in circolazione; vince De Laurentiis che incassa ben 90 milioni di euro, una plusvalenza degna dei migliori record economici; vince il Napoli perché ha il “tesoretto” con il quale costruire una squadra competitiva, come fece la Juve con la cessione di Zidane.
La verità, però, è ben altra: con i soldi del pipita a Napoli arrivano giovani di prospettiva, alcuni un po’ più affermati ma nessun nome di spessore. E’ così che il Napoli passa da diretta concorrente della Juve a semplice inseguitrice di un miracoloso secondo posto, vedendo davanti la Roma e l’Inter, giudicate rose più complete di quella partenopea dalle maggiori testate giornalistiche. La Juve era e resta superiore, fuor da ogni dubbio, ma la campagna acquisti faraonica sancisce ancora di più la propria supremazia ed echeggia un pensiero comune: “come competere con questa squadra?”. Ed a questo pensiero si associa Maurizio Sarri, uomo saggio e schietto che non si è mai nascosto dietro inutili illusioni e falsi proclami, diversamente da chi sognava uno scudetto per poi essere esonerato a poco prima dell’inizio del campionato.  Ma la realtà dei fatti sorprenderà tutti come uno dei migliori triller americani: dopo una partenza stentata a Pescara gli azzurri inanellano una serie di vittorie che li porta ad un solo punto dalla capolista, la solita Juve, e riaccende i sogni di un fantomatico scudetto. La squadra destinata ad arrancare ed a lottare per accaparrarsi un posto in Champions, nelle migliori delle ipotesi, si ritrova lì lì a giocarsi ancora una volta il primato. Poi succede l’inspiegabile, il black-out di Bergamo, che riporta gli azzurri a -4 dalla compagine bianconera ed un’intervista nel post partita di mister Sarri dove ripete, per l’ennesima volta, il pensiero comune di inizio stagione, ovvero la supremazia juventina; ma ancor più inspiegabile è l’attacco dei media al mister toscano, accusato di aver alzato bandiera bianca e di aver indotto i suoi uomini ad una resa prematura. Un assalto gratuito a chi ha fatto dell’onestà e della schiettezza un suo credo.
Ciò che deve far riflettere, però, non è tanto l’ammissione di inferiorità del mister, ma il continuo clamore mediatico che si scatena ogni volta che il Napoli è ad un passo dalla Juve: il “finocchio” e l’espulsione di Higuain dello scorso anno hanno già dimostrato che effetto può avere la stampa su questa squadra, ed ancora una volta si denota una netta assenza della Dirigenza partenopea. Come è possibile che un presidente permetta a chi snobbava questa squadra ad inizio stagione di poter accusare il mister di volersi arrendere dopo tutto ciò che sta dimostrando? E’ un discorso alquanto contraddittorio! E’ pura ipocrisia celata da (finto) perbenismo, incartata da pacco regalo per un attacco gratuito non appena la si scarta.
Siamo onesti, soprattutto intellettualmente, ed elogiamo Maurizio Sarri per il lavoro che svolge quotidianamente, per il suo gioco e per la sua idea di calcio: un calcio bello, spettacolare e soprattutto vero, a differenza di alcuni giornalai..

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