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Solofrano doc: tifoso dell’Avellino da quando aveva 12 anni. Un po’ per le origini e un po’ per caso. Anche perchè in quel periodo, senza internet e social network, le notizie circolavano pigramente e i giornali costavano tanto rispetto alla paghetta di un pre-adolescente. Pertanto Michele Pisani seppe dell’esistenz

a di una squadra che lottava per la storica promozione in A captando una conversazione a bordo di un bus cittadino. Quella squadra aveva i colori biancoverdi. Da quel giorno queste due sfumature cromatiche hanno tinto il suo cuore sportivo. Sì, Michele Pisani non ha mai nascosto la sua fede calcistica, ma col tempo è diventato meno campanilista e più campano. Ovvero segue con particolare interesse anche l’universo delle squadre regionali. Infatti dalle colonne del nostro giornale, di cui è direttore, bacchetta Salernitana, Benevento e Avellino quando lo meritano, perchè un vero giornalista quando scrive si lascia guidare dalla penna, non dalla sciarpa che ha al collo. Stavolta, però, Michele Pisani compare sul suo quotidiano on-line nell’inedita versione di intervistato: è lui l’interlocutore settimanale della rubrica “la penna biancoverde”. Il tema? Ovviamente il “momento no” dell’Avellino.
Direttore, contro il Cittadella l’Avellino ha giocato la sua partita migliore dall’inizio del campionato? La sconfitta è da imputare solo alla sfortuna?
“Non sarei così ottimista come qualche collega che ha letto la partita così. Sicuramente il Cittadella non ha giocato bene, magari anche per merito dell’Avellino. In realtà è stata una partita soporifera, nessuna delle due squadre ha creato seri pericoli all’altra. Di contro, ho visto Benevento e Salernitana. Il Benevento merita la posizione che occupa, la Salernitana ha un gioco interessante e qualche leader in campo, come Rosina, che fanno la differenza. Al momento l’Avellino non ha calciatori carismatici e il gioco non c’è”.
Ultimo posto in classifica, appena due gol fatti, l’infortunio grave di Gavazzi, quello meno grave di Castaldo, è il preludio a una stagione di sofferenza?
“Se si fa un parallelo con Tesser, l’anno scorso l’Avellino subiva tanto, ma segnava anche altrettanto. Adesso si tira molto di meno in porta. In compenso quando gli avversari tirano, puntualmente puniscono i biancoverdi”.
Ma questo Avellino vale davvero l’ultimo posto in classifica?
“Non sono critico per partito preso perchè ho qualche conto da regolare. Quello che ho visto mi lascia perplesso. La squadra fa una fatica bestiale a tirare in porta. Per questo penso che la squadra, purtroppo, meriti l’ultimo posto in classifica”.
Sabato ci sarà la trasferta a Vicenza. Quanto vale la squadra di Franco Lerda?
“Ogni partita è una storia a sè. Ho visto il Vicenza vincere bene a Salerno con 3 ripartenze micidiali, contro una squadra che attaccava. Quel Vicenza mi è piaciuto. Ma l’ho visto anche contro l’Ascoli dove non ha offerto una buona prestazione. In quella occasione mi è sembrata una squadra abbastanza modesta. Dipende dalla situazione”.
Un pronostico?
“Se il Vicenza è quello visto a Salerno, per l’Avellino sono guai. Se è quello di Ascoli i biancoverdi possono uscire dal Menti con un risultato positivo. Io dico pareggio. E andrebbe benissimo.
Mariano Messinese

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