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Oltre gli schemi, conta il cuore. La Salernitana ne ha, c’è chi potrebbe chiamarla fortuna ma ancora una volta i granata hanno dimostrato di sapersi destreggiare nel Fattore C. C come Calil, come serie C o prima divisione, categoria da abbandonare al più presto. E spesso, rimonte come quella di sabato non vengono a caso in campionati importanti. Quella contro i giallorossi è stata la terza occasione, nelle sette partite vinte fin qui in campionato, in cui si verifica una rimonta da uno svantaggio: era accaduto a Martina Franca, quando Pellecchia aveva fatto spaventare tutti ma poi ci pensarono Calil (su rigore) e Mendicino a ribaltare tutto; e poi ancora in casa con l’Aversa Normanna, con addirittura un 1-3 trasformato in 4-3 grazie alle perle di Negro e Mendicino. Nuova remuntada servita ieri agli appassionati di calcio salernitani contro il Catanzaro: un 2-1 a favore che va a rimpinguare il numero di gol segnati dalla Salernitana nei secondi tempi, ben 10, contro i 7 siglati nelle prime frazioni. Solo la Juve Stabia, con 11 gol realizzati nei secondi 45′ delle partite, ha inciso di più dopo l’intervallo nella speciale statistica. Ma attenzione: nei secondi tempi la squadra granata s’accende…in tutti i sensi. La Salernitana ha subito otto gol fin qui nelle seconde metà di gara, peggio hanno fatto soltanto Martina, Aversa e Reggina (12) che giacciono nei bassifondi.
Insomma, la Salernitana fa molto, se non tutto, nei secondi tempi. Poche volte i granata hanno deciso tutto mettendo in chiaro le cose dall’inizio, anzi è proprio questo uno degli aghi nel pagliaio da poter andare a trovare riguardo la truppa di Menichini, che stenta a piazzare subito i colpi del kappaò agli avversari, ciccando i momenti della gara in cui potrebbe indirizzarla a proprio favore, mettendo il risultato in ghiacciaia. Proprio quanto successo ieri, con un evidente predominio territoriale ai danni del Catanzaro che non s’è subito trasformato, però, in vantaggio sul campo. È arrivato dopo, al novantesimo. Tutti contenti lo stesso… Vittoria giunta dopo la solita corsa per arrivare puntualmente in ritardo allo stadio Arechi. La vittoria e la festa a fine partita con passerella sotto la Sud, il consueto show ai microfoni e poi via in sede fino a tardi. Pomeriggio ricco d’impegni per Claudio Lotito che al triplice fischio finale s’è intrattenuto fino a tarda sera nella sede sociale ubicata presso il varco 25 dello stadio Arechi. Mentre gli uomini della scorta ingannavano il tempo concedendosi una partita a carte, il co-patron – dividendosi con gli immancabili ed innumerevoli cellulari – districava pendenze ancora in sospeso, in particolare con l’Hotel Mediterranea, quartier generale dei ritiri granata. Senza lesinare un blitz all’intervallo negli spogliatoi per spronare la squadra ed una a tiratina d’orecchi per l’erba dell’Arechi, giudicata eccessivamente alta e quindi penalizzante perché rallentava la circolazione di palla granata.
Raffaele Cioffi

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