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Novanta minuti per riflettere, soffrire, riposare le gambe, rinfrescare la mente. Ancora insieme, sempre uno di fianco all’altro. Ma questa volta in panchina. Massimo Coda e Alfredo Donnarumma hanno assistito a Cesena-Salernitana come normali spettatori. Novanta minuti senza poter entrare in campo, esultando al triplice fischio per il pareggio ma con tanta rabbia da sfogare. Perché gli attaccanti vogliono sempre giocare. Mai da quando vestono la maglia granata i gemelli del gol sono stati esclusi per una partita contemporaneamente. Anzi, solo in sei partite dello scorso campionato uno dei due è rimasto fuori. Una novità, un’eccezione, ma che non deve diventare una regola. Contro il Cesena è stato semplice turnover, Sannino ha voluto far riposare le sue due bocche di fuoco. Che, come il resto della squadra, non hanno vissuto un inizio di stagione semplice. Donnarumma ha trascorso anche un’estate complicata, tra le voci di mercato e le operazioni di rinnovo. Dopo il bel colpo di testa al Pisa in Coppa Italia è iniziato il campionato. E anche il mal di gol. L’attaccante oplontino ha giocato male, non riuscendo a incidere e beccandosi addirittura i fischi dell’Arechi in occasione di Salernitana-Vicenza, al momento della sostituzione. La sua posizione in campo lo ha portato molte volte a isolarsi. Troppo lontano dal partner Coda, troppe poche palle giocate. Ma anche tanti errori. Sul rendimento negativo di Donnarumma, però, ha influito anche la poca produttività di gioco della squadra. L’ex Teramo è un attaccante da area di rigore, uno stoccatore: poche occasioni da rete, poche palle sporche in area, nessun gol. Equazione semplice, ma che va risolta. Discorso opposto per Coda. Il bomber metelliano ha iniziato male in Coppa Italia, sbagliando il rigore contro il Pisa nella lotteria per l’accesso all’Olimpico di Torino. In campionato, invece, il solito Coda. Tanta lotta, tanta corsa, tanto sacrificio. Coda va su ogni lancio lungo, tutti cercano la testa del numero 9 che però predica nel deserto che è la metà campo offensiva dei granata. Anche per Coda poche occasioni da rete e un solo gol. Ma che magia: volo in cielo e colpo di testa perfetto per l’1-1 di Salernitana-Verona. Quanto avrebbe fatto comodo avere Coda anche contro il Cesena, la partita perfetta per un centravanti con le sue caratteristiche: fisicità e abilità nel recuperare e proteggere palloni, per far respirare la squadra. Ma condizionali e congiuntivi non vanno d’accordo con il calcio, la realtà dice 0-0 e punto prezioso. Con i gemelli del gol in panchina, seduti uno di fianco all’altro senza poter entrare. L’anno scorso, complessivamente, i due attaccanti della Salernitana hanno segnato trenta gol: quest’anno sono ancorati a uno. Niente paura, a questo punto dello scorso campionato lo score era ancora fermo a zero. I punti in classifica, però, erano otto. Sabato c’è Salernitana-Trapani, la sfida che l’anno scorso riportò sulla terra i granata di Torrente e aprì un ciclo terribile. Sabato c’è Salernitana-Trapani e Sannino ha l’obbligo di vincere e invertire il trend negativo. Magari aprendo un ciclo di risultati felici. Per farlo, ci sarà bisogno dei gol di Massimo Coda e Alfredo Donnarumma. In campo, insieme, uno di fianco all’altro.

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