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Nessuna sorpresa: come da pronostico il Verona batte l’Avellino 3-1 al Bentegodi. Apre Bessa, pari momentaneo di Belloni, chiudono Pisano e Romulo. E’ girato tutto storto oggi per i biancoverdi: gli errori di Radunovic e Gonzalez, l’infortunio di Gavazzi. Ma sarebbe ingiusto imputare tutto alla sfortuna. Toscano ha le sue colpe: schierare la difesa 3 contro il tridente più forte della B è un suicidio. Sul piano individuale non c’è stata partita e anche in mezzo al campo la musica non è cambiata: l’Avellino è stato messo alle corde dalle accelerazioni di Romulo. Tanti bocciati e un solo promosso tra i biancoverdi: Belloni, la nota lieta di questo triste avvio di stagione. Bocciato anche il pubblico del Bentegodi. Certi cori non sono degni di una società così gloriosa.
ROMULO SHOW- Toscano propone il 3-5-2 con un escluso eccellente: fuori Castaldo, dentro Mokulu. Verona a trazione offensiva: 4-3-3 con il tridente Luppi-Gomez- Siligardi. Ritmi sostenuti in avvio di gara: il Verona fa la partita, ma l’Avellino non rinuncia a ripartire. Al primo affondo, però, il Verona passa: Romulo sfonda a destra, respinta corta di Djimsiti, raccoglie Bessa che calcia senza troppa convinzione, papera di Radunovic e pallone nel sacco. Al 10′ Hellas già avanti 1-0. Per gli uomini di Toscano è una mazzata sul morale. Il centrocampo non costruisce e mancano i rifornimenti per le punte. Così è davvero dura. Anche perchè i cambi di passo di Romulo sono un enorme problema, tutti i pericoli per la porta di Radunovic partono dai piedi del brasiliano. Al 29′ timido segnale di risveglio degli ospiti: Mokulu protegge il pallone in area avversaria e lo serve a capitan D’Angelo che spara in curva. Alla mezz’ora tegola per Toscano, nel tentativo di crossare si fa male Gavazzi. L’ex Ternana lascia il campo, al suo posto Soumare. Ma nonostante le difficoltà, l’Avellino cresce in chiusura di tempo: prima Ardemagni reclama un rigore, poi Belloni si accentra e con il sinistro, la specialità della casa, supera Nicolas. Tiro deviato da un difensore scaligero, ma ciò che conta è l’efficacia: al 36′ è 1-1. La gioia del pari dura poco, due giri di lancette e il Verona mette la freccia: sugli sviluppi di un corner, Pisano, dimenticato da tutti, beffa Radunovic. L’Hellas non si accontenta e sigla il 3-1: Romulo ciabatta la conclusione, ma Gonzalez restituisce incredibilmente il pallone al brasiliano che salta Radunovic e segna. Il Verona sfiora anche il poker, Juanito Gomez fa a pezzi la difesa avellinese prima di scaricare un destro violento, respinto da Radunovic. La campanella dell’intervallo evita ai biancoverdi un passivo superiore.
SENZA REAZIONE- Nella ripresa l’Avellino prova a scalare una montagna altissima per la rimonta. Ma la squadra si scopre troppo e nella propria metà campo si aprono praterie immense per Juanito e Romulo. Al 49′ Luppi viene murato prima di battere a rete. Toscano richiama Crecco, rimandato, per Asmah. Al 51′ doppia chance clamorosa per i biancoverdi, prima Nicolas si esalta sulla conclusione a botta sicura di Soumare, poi sullo sviluppo dell’azione, Bianchetti salva sulla linea. Toscano gioca anche la carta Verde, al posto di un deludente Paghera. Avellino ancora più offensivo, ma le occasioni latitano, merito del Verona che addormenta senza problemi la gara. Al 69′ e al 71′ il neo-entrato Ganz potrebbe servire il Poker, ma Radunovic si salva. I padroni di casa giocano sul velluto e conducono in porto senza patemi il match. La squadra di Pecchia, dopo qualche mugugno, ritrova la vittoria e il sorriso. L’Avellino, invece, sprofonda nel tunnel della paura.
Mariano Messinese


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