16 Maggio 2026
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Eccellenza, Macera (tecnico – Vico Equense): “Non servono grandi individualità ma gioco e organizzazione. Il nostro obiettivo? Essere protagonisti…”

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Intervista di Maurizio Longhi

Dopo un inizio di stenti e fatiche, il Real Vico Equense si è rilanciato in modo imperioso. La compagine azzurro-oro sta vivendo un periodo esaltante, è in grande spolvero e con un’autostima ai massimi livelli. Ma il mister Giovanni Macera non ha mai avuto dubbi sulle potenzialità di questa squadra e ce lo confessa durante l’intervista che ci ha rilasciato. Eravamo curiosi di sapere, dalla viva voce del suo timoniere, l’ascesa di questa squadra che, dopo la cocente retrocessione dello scorso anno, si sta ritagliando un ruolo importante in un girone in cui regna grande competizione. La prima domanda che rivolgiamo a Macera riguarda proprio la metamorfosi della sua squadra: “Il discorso è molto semplice: la nostra è una squadra di tanti giovani che avevano bisogno di un po’ di tempo per ambientarsi alla categoria. Il tempo era necessario anche per capire i meccanismi di gioco, per conoscersi meglio e poi, se andiamo a vedere le sconfitte rimediate nelle prime tre giornate, peraltro tutte di misura, la componente sfortuna ha inciso parecchio. Ma, ripeto, erano tutte difficoltà previste, si commettevano errori su cui abbiamo lavorato, come perdere la marcatura in difesa, sbagliare sotto porta. Sono episodi che possono sempre capitare in qualunque partita, però, se si lavora per ridurre il margine d’errore, i risultati poi arrivano. All’inizio, tra i miei giocatori c’era la consapevolezza di essere forti ma senza il riscontro dei risultati, ora questa consapevolezza è alimentata anche dai punti che arrivano. Diciamo che abbiamo aspettato con pazienza la maturazione”. Si parla tanto di Sant’Agnello e Gragnano, appaiate in vetta al girone, probabilmente si contenderanno fino all’ultimo la leadership, ma il Real Vico Equense, pur lontana dai riflettori, potrebbe inserirsi nella lotta: “Il nostro obiettivo non è quello di vincere il campionato ma di essere protagonisti. Certo, l’appetito vien mangiando e, arrivando questi risultati, è normale pensare di alzare l’asticella delle ambizioni. Però, a differenza di altre squadre che hanno investito tanto per vincere il campionato, se dovessimo steccare una partita, non ne faremmo un dramma. Questo può essere anche un piccolo vantaggio, perché un inciampo di una corazzata fa più rumore e potrebbe avere ripercussioni, mentre noi possiamo contare su una tranquillità mentale. Questo può favorire anche la crescita dei giovani, che si trovano in un ambiente ideale per mostrare le loro qualità”. Ma quali sono le caratteristiche dei vicani, la gioventù la fa da padrone, ma ci sono anche elementi di una certa caratura: “Siamo una squadra che non ha grandi individualità ma che gioca un calcio stupendo. Chi ci viene a vedere, non può non notare alcune cose di categoria superiore. Il lavoro è la nostra forza, ci concentriamo molto anche sull’aspetto mentale, quello che l’avversario può pensare di noi. E poi questi ragazzi mi permettono di mettere in pratica ciò che chiedo per dare efficacia al mio 4-3-3. Sono del parere che avere in squadra grandi individualità, può essere importante in qualche partita ma non per vincere i campionati, nel calcio vince chi ha più soluzioni di gioco. Sperare nell’errore degli avversari e approfittandone con l’esperienza, non è una mentalità vincente, è destinato ad andare avanti e a prendersi soddisfazioni chi ha una impostazione corale di squadra. Il gioco del Vico Equense si basa sull’equilibrio tra i reparti e su un collettivo affiatato come il calcio richiede. Molte squadre sacrificano la loro identità affidandosi ad attaccanti esperti, con la speranza che risolvano le partite. Preferisco un Vico Equense che, senza proclami e senza pretese, è in grado di imbrigliare anche le grandi squadre con un gioco fatto di pressing, raddoppi e compattezza”. Le prospettive future sembrano rosee: “La dedizione al lavoro paga sempre, nel nostro organico non ci sono giocatori anarchici o primedonne, anche Balzano è consapevole di stare in testa alla classifica cannonieri, grazie al lavoro dei suoi compagni. Contro l’Eclanese, anche sul doppio vantaggio, la mia squadra continuava ad essere corta e concentrata, il che mi fa ben sperare anche per il futuro”. Se i costieri stanno risalendo la china, ci sono squadre come Sant’Agnello e Gragnano che, dall’inizio, stanno dimostrando di avere le credenziali per contendersi la vetta. Chiediamo a mister Macera che idea si è fatto delle due attuali battistrada: “Sono entrambe dotate di grandi individualità. Ma ripeto che, se non si aggiunge il gioco, non si va da nessuna parte. Se andiamo a vedere l’organico, almeno sulla carta, il Sant’Agnello ha qualcosa in più, non foss’altro dei giocatori che hanno calcato campi professionistici. Per vincere i campionati ci vuole gioco e organizzazione, non i nomi, la lotta al vertice è apertissima, mi sembra strano solo il calo repentino della Forza e Coraggio. L’abbiamo incontrata alla prima giornata e mi aveva impressionato ma, forse, tanti fattori, tra cui la mancanza di esperienza, hanno fatto sì che i sanniti si facessero un po’ da parte”.

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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di www.footballweb.it

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