16 Maggio 2026
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Corrado Losito (Il Messaggero – Perugia): “Biancorossi pericolosi se al top della condizione. Preoccupa la sterilità offensiva, a brillare è il centrocampo e i due stantuffi sulle corsie”

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Servizio di Maurizio Longhi

Entrambe hanno rallentato la loro corsa dopo aver toccato vette altissime in queste prime dieci giornate. Ora Perugia e Avellino si sfideranno al Curi, ritorna la grande sfida ricordando quando, due anni or sono, si contendevano la leadership del girone B di Prima Divisione. A distanza di due anni, si ritrovano nuovamente contro, stavolta in una categoria superiore, come era negli obiettivi societari. Gli umbri, dopo un inizio scoppiettante, si sono un po’ ammansiti, lo stesso vale per i lupi che, nelle ultime due partite, hanno conquistato un solo punto. La Virtus Lanciano, sabato pomeriggio, ha impattato al Partenio-Lombardi, non permettendo agli uomini di Rastelli di riscattare lo scivolone di Bari. Il Perugia, invece, pare non essersi riuscito a riprendere totalmente dal beffardo ko casalingo contro il Frosinone, facendo sfumare la possibilità di insediarsi in vetta. Ma questa squadra, nelle prime giornate, ha fatto parlare molto di sé, già era indicata come la vera sorpresa per la lotta al salto di categoria, del resto storia e blasone aiutano ad ammantare di credibilità qualsiasi velleità. La sfida in terra umbra è imminente, così raggiungiamo telefonicamente Corrado Losito, firma autorevole de Il Messaggero di Perugia. Il primo quesito che gli poniamo riguarda proprio questo presunto appannamento della compagine di mister Camplone: “La serie B è un campionato complesso. Iniziamo col dire che il Perugia non è una squadra di primissimo piano ma ciò non significa che non abbia lo spessore per competere con le altre. Dico questo perché, non si ha lo stesso organico delle squadre che lo hanno allestito con l’intento di vincere il campionato, ma i valori ci sono. La caratteristica principale del Perugia è che, se i giocatori stanno bene atleticamente, possono fare sfracelli. Infatti, perciò si è partiti così bene, la squadra era tonica e i risultati arrivavano, ora sta pagando dazio con un calo fisico. Questo campionato è strano anche per un altro motivo: prendiamo come riferimento le ultime tre partite degli umbri, contro il Frosinone non meritavano affatto di perdere, mentre contro Virtus Lanciano e Pro Vercelli sono arrivati due pari importanti ma, ai punti, avrebbero meritato le avversarie di aggiudicarsi l’intera posta”. Entriamo più nello specifico, e chiediamo al competente collega di parlarci un po’ delle caratteristiche del Perugia: “Manca una prima punta, la squadra non segna. Lo dico con la massima franchezza, in attacco non c’è chi la butti dentro. Non servono troppi giri di parole, ci sono attaccanti bravi ma sono tutte secondo punte. Falcinelli è uno da 8-10 gol a stagione, quest’anno è partito bene segnando tre reti ma poi si è bloccato, lo stesso Perea che è andato a bersaglio solo in una occasione. È un ottimo elemento, su cui la Lazio ha puntato, il suo modo di giocare, con le dovute proporzioni, è quello di un Cavani, fa molto movimento per procacciarsi il pallone ma è spuntato sotto porta a differenza dell’ex bomber del Napoli. Anche tutti gli altri interpreti del reparto offensivo, da Rabusic a Fazzi finendo per Fabinho e Parigini, non garantiscono quei gol che occorrono, mister Camplone li fa ruotare molto ma il problema permane. Volendo fare un esempio più concreto e che riguarda anche l’Avellino, il Perugia non ha un Castaldo”. Diciamo che ci siamo soffermati sulle perplessità, su ciò che non va dei grifoni. Ma, per battere comunque squadre di vertice, dei valori ci devono pur essere : “Come già detto – argomenta Losito – se c’è brillantezza fisica, il Perugia si esprime su ritmi altissimi e può far male. Inoltre è una delle poche, in questa categoria, ad offrire un calcio divertente e propositivo. Il reparto che eccelle di più è il centrocampo che, quando è al completo, non ha nulla da invidiare a tutti gli altri. Gente come Taddei, dall’indiscusso pedigree, Verre, giunto da Roma con ottime referenze, Nicco, che sta dimostrando di saper fare benissimo anche tra i cadetti, sono un lusso. La qualità del centrocampo è alta, e poi sugli esterni ci sono due giocatori come Del Prete e Crescenzi, due autentici stantuffi che corrono come matti. Ecco, del 3-5-2 di Camplone, la linea mediana è quella che spicca di più”. Possiamo dire di conoscere meglio il Perugia, ma passiamo anche alla sua disposizione tattica, al 3-5-2 che predilige il tecnico e ai probabili interpreti che saranno di scena contro l’Avellino: “Sì, adotta questo modulo per adattarlo ai giocatori che ha in rosa. In porta ci sarà Provedel, mentre il terzetto difensivo, con le indisponibilità di Comotto e Giacomazzi, sarà composto da Marco Rossi, Goldaniga e Flores. Sugli esterni, sicuramente a sinistra ci sarà Crescenzi, mentre a destra Del Prete è in dubbio ma credo che dovrebbe farcela. In mezzo ci sarà Taddei ai cui lati agiranno Verre e Nicco. In attacco, penso che il titolare sarà Perea che dovrebbe essere affiancato da Falcinelli, ma non è escluso l’impiego di qualche altro elemento”. Anche con un collega che vive un’altra realtà facciamo il punto sul campionato, una panoramica vista da un’altra prospettiva: “Ho la sensazione che i veri valori si stiano delineando adesso. Vedo il Bologna su tutte, ora c’è un nuovo entusiasmo, una nuova società, i giocatori sono di grande livello, credo che farà un campionato simile a quello che ha disputato il Palermo lo scorso anno. Poi c’è anche il Bari ad avere giocatori forti e un allenatore come Mangia non mi dispiace affatto, vedo anche i galletti tra i favoriti. Così come bisogna annoverare il Livorno, dotato di un attacco di tutto rispetto e un centrocampo che può contare anche su uno come Moscati, grandissimo giocatore che abbiamo visto all’opera proprio con la maglia del Perugia. Ecco, dopo queste tre, vedo un livellamento generale, un equilibrio difficile da incrinare. Il Catania non mi sembra attrezzato come queste tre, è una squadra leziosa e presta con facilità il fianco alle avversarie. Penso che il Latina sia destinato a venire fuori, troppo strano vederlo nei bassifondi, comunque, l’equilibrio è così evidente che non ci sono squadre materasso, non c’è una Cenerentola. Neanche la Virtus Entella lo è, anzi, ha ottimi giocatori tra cui Sansovini che ha dimostrato di fare la differenza tra i cadetti, poi c’è la Pro Vercelli che mi ha impressionato tanto, lo stesso vale per la Virtus Lanciano. Per chiudere il discorso, dopo tre squadre che, per me, hanno qualcosina in più rispetto a tutte, viene un mucchio corposo da cui, anche chi dice di puntare ad una salvezza tranquilla, può aspirare ad un posto nei play off”. Infine, ci facciamo dire dal collega umbro che partita prevede tra grifoni e lupi: “Il Perugia può contare su 7200 abbonati, numeri da massima serie. Questo può rivelarsi sicuramente un vantaggio, ma l’Avellino è una squadra che sa difendersi e ripartire. Ecco credo con questa impostazione mister Rastelli preparerà la partita, restando sulla difensiva ma con l’ordine di sfruttare le ripartenze. I biancorossi, comunque, hanno bisogno di ritornare alla vittoria che manca da qualche settimana. In difesa bisogna essere molto attenti, paradossalmente si è stati perforati di più quando si è concesso di meno mentre, nelle ultime partite, ci si è esposti di più ai rischi riuscendo a limitare i danni”.

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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di www.footballweb.it

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