16 Maggio 2026
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Fiorentina, altro stop e tanti dubbi

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Lavori in corso e cantiere aperto in attesa di qualche “regalo” dal mercato. La Fiorentina subisce il secondo stop consecutivo in appena 48 ore e scatta qualche allarme: rosa incompleta, reparto difensivo con gli uomini contati e poche soluzioni tattiche. Insomma, il ritiro di Moena è già uno sbiadito ricordo. L’attualità riporta i viola sulla terra: poche certezze e tanti dubbi.

IL MODULO- La Fiorentina innesca un 4-3-3 senza esterni di ruolo (Ilicic e Zarate si adattano a strappi) e comincia con baby Chiesa mezz’ala sinistra. Esperimenti sparsi in attesa del recupero di Badelj (e dell’arrivo di un altro centrocampista). Borja fa il regista basso e il Celta trova poca resistenza quando affonda, soprattutto dalla parte di Chiesino che molto corre ma è in scarsa confidenza con il ruolo, soprattutto in copertura. Gli spagnoli sono stati la squadra rivelazione della scorsa Liga e anche senza Nolito passato al City confermano lo spessore di squadra tosta. Sembrano più avanti nella preparazione rispetto alla Fiorentina, di sicuro affrontano i contrasti e coprono gli spazi con più vigore. Ritmo basso, giro palla modesto. Le fasce funzionano il giusto e nel mezzo il Celta ha più muscoli. Una volta salva Lezzerini su Aspas, la seconda volta un assist lungo di Roncaglia taglia i neuroni della difesa viola e Bongonda brucia Tomovic in scivolata (23’). 

SENZA REAZIONE- Il Celta accelera (uscita alta improbabile di Lezzerini), la Fiorentina non trova profondità. Prima reazione con Vecino, lanciato bene da Rossi ma chiuso al momento del tiro. Poi c’è una traversa di Zarate, che cambia posizione e in area bombarda Sergio con un destro che scuote la traversa. La Fiorentina chiude in leggero crescendo, manca l’idea complessiva del gioco e soprattutto la squadra sembra un compromesso tra vecchi giocatori, nuove idee e specialisti di ruolo che ancora sono in fase di recupero. Secondo tempo simile al primo, dopo 13 minuti Berizzo fra entrare un pacchetto di titolari, Sousa risponde con Hagi e Gilberto per Ilicic e Chiesa. La Fiorentina passa al 4-3-1-2, sfumature rispetto al ritmo e alla forza nelle gambe che ancora devono essere trovate. Nuova aggiunta di energia al 31’, quando Kalinic e Toledo prendono il posto di Rossi e Zarate, in più c’è anche Badelj per Borja. I cambi servono a poco, se non a far prendere un applauso all’ex Roncaglia. Evidentemente difficile per ora pretendere di più.

 

Mariano Messinese

 

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Vintage nell'anima e nel corpo, look anni '70, letterato, amante del calcio, di Battisti-Panella e di Nietzsche. Perchè vi dico questo? Perchè chi sa solo di calcio non sa niente di calcio.

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