Views: 0

Servizio di Maurizio Longhi – Vice Direttore FBW @riproduzione riservata
Loro erano lì. Si erano riuniti molto prima dell’orario d’inizio della presentazione, erano in gruppo, uniti come sempre, uniti nell’amore per quella maglia. Erano visibili già in lontananza, assiepati lungo il molo del Granatello da cui emergeva l’immensa bandiera con lo stemma del Portici 1906. La gente passava, intere famiglie con i figli che scorrazzavano, ci si chiedeva perché stessero lì ma la voce ormai già circolava: “C’è la presentazione della squadra del Portici 1906”. Negli ultimi giorni, in città, si registra una discreta presenza di turisti e gli ultras, con il loro incommensurabile calore ed entusiasmo, hanno fornito l’immagine di una Portici che vive di calcio, ringraziarli è il minimo perché sono soprattutto loro a rendere orgogliosi chi ha questa maglia nel sangue. Prima che iniziasse la presentazione nella splendida cornice del Bayard, gli ultras, in massa, sono arrivati sotto alla terrazza intonando cori, accendendo fumogeni e sventolando il bandierone.
Tutti i giocatori si sono affacciati e sembrava una scena d’amore di quelle che si vivono nelle favole, di quelle rappresentate nei migliori spettacoli in cui i sentimenti precedono le lacrime. Una scena shakespeariana da Romeo e Giulietta, ma quello era un amore impossibile, in questo ci sono tanti cuori porticesi che si vogliono fondere con quelli che scenderanno in campo sperando di condurre il Portici in serie D. Eh sì, la parola è stata sdoganata, dal Bayard il messaggio è arrivato forte e chiaro: l’obiettivo è il salto di categoria. Ed era proprio quello che chiedevano i tifosi da lì sotto, è stata un po’ un’anticipazione di quello che sarà il loro compito: portare la squadra in alto. Magari, chissà, si potrà rivivere una scena simile a fine campionato, la squadra in alto e poi sotto, anziché un gruppo di fedelissimi ultras, ci potrà essere una folla oceanica da arrivare fino al Museo di Pietrarsa. Proprio al Bayard si fermò la prima ferrovia d’Italia e ora da qui dovrà partire la locomotiva dei sogni.
Sono stati presentati tutti i giocatori alla città, però, non si poteva iniziare senza ricordare due persone scomparse di recente e che amavano tantissimo il Portici come “Masticiello”, storico e amatissimo custode del “Cocozza”, ed Enzo Strino, uno di quei tifosi che viveva per la maglia, sempre aggiornato e sempre presente allo stadio. È stato annunciato anche che il Portici non sarà più una A.s.d. ma una S.r.l. nella speranza che questo passaggio possa essere foriero di un futuro importante e da protagonisti perché una società che si rispetti, oltre a dotarsi di giocatori all’altezza, deve far sì che tutti i dipendenti, ma proprio tutti, lavorino serenamente. Curare solo la facciata di un edificio fa sembrare tutto bello all’esterno ma architetti, ingegneri e operai hanno a cuore soprattutto la parte interna, dove si vive e si progetta.
Durante la presentazione, curata con professionalità e vis oratoria da Mario Fantaccione, è stato molto importante il passaggio in cui mister Borrelli, ormai non più un neofita da allenatore come lo era l’anno scorso, ha detto che se nello scorso campionato la parola ricorrente era “divertimento”, adesso sarà “vittoria”. La sua squadra, sempre a detta del mister, oltre a dover essere aggressiva, umile e dedita sia al sacrificio che alla corsa, deve avere anche un pizzico di presunzione, tipica di chi è consapevole di dove potrà arrivare. Quando la squadra “scende” in città è sempre una grande emozione, perché la gente si incuriosisce, si ferma e si informa, anche così nascono gli amori, un giorno all’improvviso. Si parte con un sogno nel cuore, ora non si vede l’ora che inizi il campionato. Usciamo dal locale. Andiamo a comandare. Ogni partita è una finale. Andiamo a comandare…

Lascia un commento