16 Maggio 2026
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Napoli, un’altra figuraccia: è una lunga collezione

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Servizio di Maurizio Longhi

Niente di nuovo: solo l’ennesima figuraccia. Ormai il Napoli le sta collezionando da fine agosto e, di questo passo, se ne aggiungeranno altre, sempre più mortificanti per i tifosi. I quali stanno già ingoiando grossi bocconi amari, qualcuno li aveva illusi parlando di scudetto, mentre si è già fuori dalla Champions e dai giochi per il primo posto. Almeno una magra consolazione poteva essere quella di chiudere già il discorso qualificazione ai sedicesimi di Europa League in un girone di un livello che più basso non si può, invece no, si doveva rimediare una figuraccia in casa dello Young Boys. Incredibile come anche una modesta squadra di Berna sia stata capace di impartire una lezione di calcio al Napoli, infarcito di seconde linee che hanno dimostrato tutto il loro valore: nullo. Ormai il problema è lo stesso da anni: le alternative non sono all’altezza dei titolari, basta muovere un tassello per ritrovarsi una squadra amorfa, e chi è che parlava di crescita? Come si può crescere non risolvendo mai i propri problemi? Siamo ancora in attesa che Benitez ci spieghi come mai, dopo un anno di lavoro, la difesa sia ancora più raccapricciante di una stagione fa. Legittimo poi che i tifosi perdano la pazienza e aspettino il pullman su cui viaggia la squadra per contestarlo. È una contestazione giusta e comprensibile, anche se ogni protesta è ben accetta se non trascende in forme di violenza. La disfatta di Berna, comunque, è la goccia che fa traboccare il vaso: così non si può andare avanti. Non si può accettare una squadra che, contro un’Inter esanime, va in vantaggio al 90′ non portando a casa la vittoria, come non si può accettare che si esca umiliati da un campo dove anche una squadra della cadetteria italiana ha molte possibilità di uscire indenne. Basta! I tifosi non tollerano più di sobbarcarsi km per vedere in campo un Napoli privo di mordente, senza voglia, con uno spirito perennemente indolente. Già non c’è un briciolo di gioco, perché questa squadra non ha identità né anima, almeno ci fosse la determinazione e l’agonismo a sopperire alle lacune tecniche. Nossignore! Bisogna sorbirsi uno strazio assurdo, ma qualcuno non ha la dignità di ribellarsi e di non accettare questa situazione o dobbiamo iniziare a pensare che ci sia tutto l’interesse affinché le cose vadano sempre peggio? Che risposta si pretende dai tifosi in vista della gara al San Paolo contro l’Hellas Verona? Averne diecimila sugli spalti sarebbe fin troppo, di questo passo una forma di protesta legittima è quella di disertare lo stadio. Perché, chi ha a cuore le sorti del Napoli, deve rifiutarsi di assistere a determinati scempi, dovendo poi ascoltare anche ridicole giustificazioni a fine gara. La verità è che si sta prendendo gioco dei tifosi del Napoli, non tenendo conto della loro passione e, di conseguenza, della loro sofferenza. Dall’inizio della stagione, è una sofferenza continua, e tutti, squadra, allenatore e presidente, stanno facendo di tutto perché si trasformi in vergogna.

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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di www.footballweb.it

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