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Servizio di Vincenzo di Siena @riproduzione riservata
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A Nizza succede l’incredibile: la piccola Islanda, che da sola conta gli stessi abitanti di Leicester (paragone non fuori luogo, evidentemente questo è l’anno delle storie impossibili), fa fuori la grande Inghilterra che, pochi giorni dopo il referendum sull’uscita dalla U.E., saluta anche l’Europa del calcio.
Avvio scoppiettante e quasi scontato: dopo appena due minuti il portiere scandinavo Halldorsson commette un ingenuo fallo da rigore su Sterling lanciato a rete, ma diretto sulla linea dell’out, con l’arbitro che non può non fischiare il penalty. Sul dischetto va Rooney che non sbaglia. Partita in discesa? Nemmeno per sogno. Dopo il vantaggio, gli undici inglesi scompaiono dal campo, mentre i piccoli (si fa per dire vista la stazza) islandesi prendono in mano la partita. Così, senza perdersi d’animo, dopo appena due minuti, sulla solita poderosa rimessa laterale di Arnason, sponda di testa per Ragnar Sigurdsson che, lasciato praticamente da solo, la butta dentro. Reazione inglese? Macchè: dopo un quarto d’ora l’Islanda è avanti con Sightorsson che con un tiro senza molte pretese trova un Hart dalle mani di burro. Il pubblico islandese, forse, non crede ai suoi occhi. Il resto della partita è un qualcosa di clamoroso, cosa che solo il calcio riesce a regalare. Così, al 90′, a tabellino viene segnata una sola occasione per gli inglesi capitata sulla testa di Kane che però la consegna al portiere avversario. Tra le due sicuramente meglio l’Islanda che, nonostante i limiti tecnici di una squadra all’esordio in una grande manifestazione, riesce a superare un’Inghilterra spenta e mai davvero in partita. Ora, mentre gli inglesi dovranno interrogarsi sul perché di un fallimento clamoroso nonostante le cose ottime fatte vedere all’inizio del torneo, gli islandesi, forti del loro entusiasmo, affronteranno nei quarti di finale i padroni di casa della Francia.

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