Views: 4
Servizio di Raffaele Cioffi FBW founder @riproduzione riservata
La delusione del post vittoria contro il Como, delle due finali da disputare e dall’ambiente e della squadra che ora si deve compattare. Di questo ed altro ha parlato il mediano granata Manolo Pestrin, che, intervenuto nel corso della trasmissione “Salerno nel pallone” su Liratv, ha dichiarato : “ Abbiamo un solo obiettivo che è quello di salvarci. Speravamo di non essere noi a disputare i play-out, che sono comunque un terno al lotto. Sono difficili da giocare e da inquadrare in certi meccanismi. Queste situazioni extra-calcistiche cambiano e influiscono sull’andamento di un campionato, soprattutto per una squadra che naviga in posizioni difficili di classifica e che può ancora cambiare l’esito di questo campionato. Non credo si sia fatta chiarezza, ma non solo per il Lanciano. Succede ogni anno, purtroppo”. La Salernitana, tuttavia, venerdì doveva vincere e l’ha fatto, pur non potendo festeggiare il raggiungimento dell’obiettivo salvezza al termine della sfida contro il Como: “ eravamo chiamati a vincere a tutti i costi, ci eravamo riusciti. Speravamo che anche il Pescara facesse lo stesso e ci ha lasciato l’amaro in bocca. Grazie al pubblico capivamo come stavano andando le cose, sapevamo che dovevamo vincere e che eravamo soggetti ad altri risultati. Dispiace, c’è rammarico. Cercheremo di mettere tutte le energie per queste ultime due partite. Bisogna essere bravi a ricompattarci, cercare di rimettere a posto quanti più giocatori possibili per avere più scelte, poi spetta all’allenatore decidere chi mettere in campo. Il pensiero è rivolto al raggiungimento della salvezza, scaricare qualche giorno e rimettersi sotto. Sono due finali: per tutte e due le squadre le motivazioni verranno da sole per l’importanza della partita. Arriviamo a questa sfida dopo un percorso lungo, a volte c’erano momenti in cui potevamo non farcela, altri di riuscirci a salvare direttamente. Ora ce la giochiamo, dalla nostra abbiamo la volontà di salvarci. Ci riposiamo un paio di giorni e ripartiamo”.Tanti sono i rammarichi di un campionato che, a mente fredda, avrebbe potuto avere un epilogo diverso se solo la Salernitana fosse stato in grado di non dissipare punti preziosi per strada: “Di rammarichi ce ne sarebbero tanti per come sono andate alcune partite. Le controprove non ci sono, il rammarico è quello di non aver potuto festeggiare ieri sera una salvezza che sembrava raggiungibile. Questo discorso vale un po’ per tutte le squadre. Nella situazione in cui ci siamo trovati si poteva sperare di vincere in casa col Modena, fare punti a Cagliari e vincere in casa col Como. Abbiamo perso scontri diretti in casa o vinti meno partite in casa che avrebbero potuto darci la salvezza. Alcune partite non siamo stati all’altezza, altre sono stati più bravi i tuoi avversari oppure contro il Lanciano perdi 3-1 ed esci dal campo senza capirne il motivo. Altre volte bastava che dessero il rigore su di me a Cagliari e la partita sarebbe potuta finire diversamente. Anche noi avevamo più motivazioni del Cagliari e abbiamo perso. Le partite vivono anche di episodi. Ho visto Pescara-Latina e il Pescara non mi sembra abbia giocato come le ultime partite. Sento che da altre parti la Salernitana sia favorita dagli episodi arbitrali. Credo sia una delle componenti di un’annata nata male, con alcune decisioni arbitrali che oggettivamente ci hanno penalizzato, anche se noi a differenza di altri non abbiamo mai fatto polemiche. E’ stata un’annata travagliata, con tanti infortuni e tante altre problematiche. Nonostante tutte queste situazioni sfavorevoli abbiamo provato ad andare avanti e raggiungere la salvezza. La squadra è sempre stata chiamata a rincorrere, a fare risultato e ci ha provato anche contro Modena, Vicenza e Cagliari, ma quando ci sono queste difficoltà la squadra è stata anche condizionata”. Una squadra letteralmente falcidiata dagli infortuni dall’inizio del campionato e la cui spiegazione è ancora avvolta nel mistero: “Non ci sono sempre dei colpevoli per gli infortuni. Il cambio di superficie può essere stata una componente che incide sui tanti infortuni anche se non l’unica. Alcune possono essere frutto di contusioni e altre di natura muscolare. Gli infortuni sono una delle componenti di questa stagione, ci sono stati anche degli errori nostri, alcune partite le abbiamo giocate male. Né io né i miei compagni vogliamo scaricare la colpa su una componente o sull’altra”. A ciò si aggiungono i pur evidenti errori derivanti da decisioni tecniche che hanno dato adito a più di qualche perplessità, come quella di non puntare dall’inizio sulla coppia gol Coda-Donnarumma: “Il discorso sugli attaccanti è incontrovertibile, credo che anche altre squadre avrebbero voluto avere Coda e Donnarumma in campo. Non credo che focalizzarsi su una gestione tecnica sia giusto. Il modo di giocare di Torrente era quello, magari non siamo riusciti a metabolizzarlo. Quando non arrivano i risultati è tutto sbagliato. Tanti giudizi sono dati in base ai risultati. Il modulo? Sono numeri che lasciano il tempo che trovano. Dipende come si fanno, quali giocatori stanno bene in quel momento. Non è solo il modulo che decide qual è la cosa giusta per una squadra ma l’atteggiamento che si mette in campo”. Ancora presto, invece, per parlare del futuro che attende capitan Pestrin:“Il problema non credo sia quello che attende Pestrin, il mio futuro è chiudere il campionato con la salvezza. Sicuramente non penso di fare l’allenatore. Se voglio fare come Totti? Dovrei fare altri due anni, prima dobbiamo pensare a queste due partite e poi si vedrà. La mia parentesi a Salerno è stata fin qui positiva. Viviamoci questo, con tutti i problemi e i pensieri discordanti cerchiamo di conquistare tutti questa salvezza perché questa gente incredibile lo merita. Questa tifoseria non merita i playout in B ma campionati certamente più importanti. L’Arechi è sicuramente una spinta in più ma mette anche tanta responsabilità e pressione per non dare delusioni al pubblico. Sperando che ci dia la spinta giusta come ha fatto finora”.

Lascia un commento