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Servizio di Gianluca Russo @riproduzione riservata
Manolo Gabbiadini, classe 1991, da Calcinate, provincia di Bergamo. E’lui l’uomo del momento, l’uomo chiamato a sostituire la stella indiscussa del Napoli, e del campionato, Gonzalo Higuaìn. In attesa di conoscere l’esito del ricorso avverso alla squalifica del bomber argentino del Napoli, per Gabbiadini ecco la grande chanche di mostrare, definitivamente, di che pasta è fatto. In chiave azzurra e… azzurra. L’attacco della Nazionale di Conte, infatti, resta in via di definizione e, pertanto, Manolo può giocarsi le sue possibilità anche per i prossimi Europei, quelli di Francia 2016. Contro il Verona, ringalluzzito dalla vittoria di Bologna (non esattamente una squadretta i rossoblu, capaci di battere il Napoli, di fermare Juve e, due volte, Roma). E proprio la città e la squadra del Bologna hanno giocato un ruolo fondamentale nel percorso calcistico del 25enne. La carriera di Manolo Gabbiadini comincia nel settore giovanile della principale squadra della sua città, l’Atalanta. Gli inizi del promettente attaccante, che si fa notare subito per le sue qualità tecniche, fruttano però poche reti: appena 2 con l’Atalanta (in 26 gare tra campionato e Coppa Italia) e 5 con il Cittadella. La prima marcatura in campionato, però, Gabbiadini l’ha messa a segno contro il Bologna, nella stagione 2009-2010. Due anni dopo, l’attaccante finirà proprio in maglia rossoblu dove metterà il suo sigillo 6 volte in 30 partite. Non una grandissima media ma il giocatore si esprime, soprattutto, da seconda punta. La sua crescita diviene evidente alla Sampdoria, dove resta una stagione e mezza realizzando 19 gol in 50 partite totali.
La maturazione calcistica della punta, capace anche di segnare un gran gol in blucerchiato a Buffon, a Torino, lo porta all’ombra del Vesuvio a gennaio dello scorso anno. Con il Napoli il primo sigillo a Verona, vittoria 2 a 1 contro il Chievo, su assist di Strinic, che meriterebbe più spazio. Undici marcature in 30 partite. Il resto è storia recente, con Gabbiadini che, impiegato titolare solo in Europa League e quasi mai in campionato, è andato a segno, in questa stagione, 7 volte in 26 gare, quasi nessuna intera. Memorabile la perla in casa del Miydtylland. “Il ragazzo si farà”, cantava De Gregori e, se l’era Higuain dovesse essere al tramonto, il Napoli potrebbe avere già in casa l’attaccante da cui ripartire, se supportato, magari, da un organico più completo.
Parallelamente, è stato più che buono il feeling di Manolo con l’azzurro Italia. Dodici reti in 24 partite, altre 2 le aveva realizzate nell’Under 20, in 3 presenze. Con la Nazionale maggiore, invece, 6 presenze ed un solo gol. Indovinate dove? A Bologna, nel 2 a 2 contro la Romania. Gara nella quale, il bomber bergamasco riportò anche un infortunio. Si riparte da lui? Chi vivrà vedrà, forse la società azzurra dovrà decidere se placare i malumori del silenzioso Manolo e del suo procuratore, che ultimamente, in verità, si sono sopiti, oppure quelli di Gonzalo Higuaìn che, di fronte ad offerte sostanziose, molto sostanziose, potrebbe andare via, e non è certo un mistero.

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