16 Maggio 2026
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Latina, organico con nomi illustri

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Squadra che vince,non si cambia. Chissà se penserà lo stesso mister Carmine Gautieri, dopo la roboante vittoria interna del suo Latina ai danni dell’Avellino. Un 3-0 netto, pesante, che rilancia i pontini nella corsa salvezza dopo mesi difficili. Ben quattro gli allenatori che si sono avvicendati nel basso Lazio quest’anno: dall’inizio della stagione fino a novembre la guida tecnica è stata affidata a Mark Iuliano, sostituito dall’ex granata Mario Somma che, a sua volta, ha lasciato la tolda della nave a fine febbraio per far posto a Chiappini (già allenatore della Primavera). Un solo punto in due partite, però, non è bastato per guadagnarsi la riconferma (sconfitta per 2-0 a Perugia e pareggio interno per 1-1 con il fanalino di coda Como) ed ecco che arriva, puntuale, anche per lui il sollevamento dall’incarico. Al suo posto Carmine Gautieri, ex tecnico del Livorno che spesso è stato accostato anche alla Salernitana. Due punti in tre partite per il tecnico partenopeo, prima dell’exploit di sabato scorso contro gli irpini. La prima (e per ora unica) vittoria da quando siede sulla panchina neroazzurra. Che non è maturata per caso. Perchè il Latina, tra le squadre impelagate nella lotta per non retrocedere, può vantare una delle rose più omogenee, che annovera tra le proprie fila – tra gli altri – gente come Scaglia, Mariga, Boakye, Corvia. Non proprio gli ultimi arrivati. Ma non solo. Perchè il Latina è anche corsa, spirito di sacrificio, tenuta nervosa ed atletica, oltre ad un giusto mix tra gente esperta e giovani in rampa di lancio. Dovrebbe presentarsi a Salerno con un 4-4-2 camaleontico, capace di trasformarsi in un 4-3-3 grazie alla duttilità tattica dei suoi interpreti, proprio come nell’ultimo match disputato. Su tutti Luigi Scaglia, calciatore dal sinistro vellutato bravo a disimpegnarsi come esterno (sia in un 4-3-3 sia in un 4-4-2), come mezz’ala e, all’occorrenza, anche come terzino sinistro. Ci fu anche la possibilità per la Salernitana di acquisirne le prestazioni a gennaio, ma la posizione contrattuale (triennale) frenò l’impostazione di qualsiasi tipo di trattativa. Come non citare, poi, lo statuario mediano ex Parma McDonald Mariga, vero e proprio signore della Terra di Mezzo in casa Latina. E’ lui a dettare i tempi di gioco, a rompere le trame avversarie. Tanta garra, tantissimo lavoro sporco ed altrettanti i palloni recuperati e smistati a destra e a manca. Accanto a lui il giovane senegalese Mbaye (’95), prodotto del settore giovanile del Chievo Verona che può già vantare nel proprio curriculum un campionato vinto lo scorso anno a Carpi. Accanto a loro agirà un altro calciatore che fa della duttilità tattica il suo punto di forza: Pasquale Schiattarella. Parte esterno – solitamente – nel 4-4-2, per poi allinearsi ai due mediani già citati andando a formare una mediana di tutto rispetto che può vantare gamba, legna, dinamismo e freschezza atletica. Una vera e propria black power, rafforzata anche da Acosty ma soprattutto da quel Richmond Boakye arrivato dall’Atalanta a gennaio per la cifra monstre di 2 milioni di euro ed un quadriennale a 500mila euro a stagione. Anche l’ex Sassuolo sarebbe stato accolto a braccia aperte da Torrente a Salerno, per la sua capacità di agire sia sull’esterno che da punta centrale. A Salerno, sabato pomeriggio, dovremmo vederlo all’opera proprio come centravanti. O accanto a Corvia o, in alternativa, in un tridente completato da Scaglia ed Acosty. Squadra in difficoltà il Latina, certo, ma con una rosa all’altezza che in questa serie B ha tutte le carte in regola per salvarsi. Alla Salernitana, di contro, occorrerà prendere le giuste contromisure e cercare di annullare le fonti del gioco pontino. Altrimenti sarà dura. La differenza, probabilmente, potrebbe farla l’atteggiamento. Perchè coprirsi va bene, soprattutto su campi ostici come quello di Novara (anche se, è sempre bene ricordarlo, dopo l’infortunio occorso a Tuia bisognava cambiare spartito ed inserire Gatto), ma in questo momento alla Salernitana occorre fare un gol in più dell’avversario. Stop. I problemi in fase difensiva sono una costante che perdura dall’inizio dell’anno e cercare di porre rimedio ora potrebbe, paradossalmente, rivelarsi controproducente. Bisogna guardare in faccia la realtà, ammettere limiti tecnici, atletici e strutturali, cercando di superarli – seppur in parte – con cattiveria agonistica e determinazione. A maggior ragione sabato, dove potrebbe ritornare d’attualità anche l’emergenza in fase difensiva. Bernardini è squalificato, Tuia è infortunato, Bagadur non è al meglio e Schiavi continua a restare fuori perfino dai convocati. Ora davvero non c’è più tempo. Ogni errore potrebbe essere fatale.

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