Views: 14
Se ad Avellino c’è entusiasmo per il secondo posto, sebbene il pari di Terni abbia fatto sfumare l’aggancio al Perugia, anche in casa Carpi si respira aria buona. Gli emiliani hanno gli stessi punti degli irpini e, con Castori in panchina, pare abbiano trovato la dimensione ideale per guardare anche più in là di una semplice salvezza. Ma, essendo alle battute iniziali, è un campionato che non ha espresso ancora i reali valori delle squadre però, questo Carpi, sembra avere dalla sua credibilità, solidità, oltre che ai risultati. Per addentrarci nella realtà biancorossa, abbiamo contattato Stefano Castellitto, giornalista di ModenaToday, che conosce anche le sfumature più recondite di casa Carpi. Prima di inoltrarci a scandagliare la compagine di mister Castori, il bravo collega fa una osservazione molto significativa: “Carpi e Avellino le possiamo definire due squadre gemelle per la storia degli ultimi anni. Entrambe sono state ammesse in serie D grazie al ripescaggio poi, dopo un anno, si sono ritrovate in Prima Divisione. In quella stagione, il Carpi riuscì ad accedere alla finale play off ma fu sconfitto dalla Pro Vercelli, per una serie di motivi tra cui lo stato emotivo di squadra e società dopo il terremoto. L’anno successivo, invece, l’Avellino vinse il proprio girone, mentre il Carpi confezionò l’impresa di battere il Lecce in finale brindando alla promozione in cadetteria. Venendo allo scorso campionato, ancora una volta entrambe hanno fatto bene, soprattutto nel girone d’andata. Il Carpi, addirittura, pensando di alzare l’asticella degli obiettivi, acquistò Ardemagni, bomber di razza per la categoria, ma rivelatosi un flop in maglia biancorossa. In questo campionato, dopo un anno di esperienza tra i cadetti, entrambe si trovano a braccetto in seconda posizione, davvero possiamo definirle due squadre gemelle”. Ce n’è un’altra di osservazione, figlia di una statistica, con i tifosi biancoverdi liberi di fare i debiti scongiuri: “Negli ultimi anni, il Partenio-Lombardi non è stato benevolo con il Carpi, peraltro sempre nel mese di ottobre. Prima è stato sconfitto di misura da una rete di Thiam poi, lo scorso anno, si è consumata una disfatta con gli irpini impositisi con un perentorio poker”.
Ma chi è questo Carpi? Ecco la domanda che ci assale, quella che vorremmo soddisfacesse il collega con cui ci confrontiamo. E lui non si sottrae affatto, anzi, è come dare la stura a tutto ciò che ci occorre “E’ una squadra molto difficile da affrontare e prolifica, nonostante non brilli per possesso palla e qualità di gioco. Infatti, alla rosa è stata tolta proprio un po’ di qualità lasciando partire Memushaj ma è stata rimpolpata con chili e centimetri. Si porta avanti una mentalità di calcio pratico ed essenziale, la caratteristica è quella di non far giocare l’avversario, aspettarlo trenta metri dietro la linea della palla per poi pungere. Il modulo è il 4-3-3 anche se, almeno dal mio punto di vista, è più un 4-5-1 mascherato, non essendoci né un regista né una prima punta. Vorrei aggiungere un altro aspetto alle caratteristiche di questa squadra: la poliedricità dei giocatori a disposizione, quasi tutti possono ricoprire diversi ruoli”.Dopo un anno di ambientamento, il Carpi è partito forte, come se avesse maturato l’esperienza giusta per poter recitare un ruolo importante: “Rispetto all’anno scorso c’è maggiore equilibrio – continua la firma modenese – se prima il Cabassi veniva violato spesso, almeno attualmente, è ancora imbattuto. Si sta procedendo con questo processo di normalizzazione, che c’è lo chiama “castorizzazione”. Il tecnico, d’altronde, è motivato a rilanciarsi dopo le ultime stagioni da dimenticare. Finora l’unica partita da bocciare in toto è stata quella giocata in casa dell’Entella, è stato come se il Carpi si fosse sentito superiore andando ad affrontare l’ultima in classifica mentre è stato punito da due calci piazzati. È sicuramente un caso ma, in quella partita, mancava Bianco che non dovrebbe giocare neanche contro l’Avellino”.
Un’assenza importante quella del normanno ma che, naturalmente, non destabilizza più di tanto il Carpi. La squadra emiliana proverà ad invertire il trend in terra irpina e, stavolta, farà di tutto per uscire indenne dalla tana del lupo. Castori a chi si affiderà per riuscire nell’intento? “Dovrebbe mancare Bianco, ma rientreranno Gagliolo e Pasciuti dalle tre giornate di squalifica. I pali saranno difesi da Gabriel, arrivato in prestito dal Milan, ma per il portiere è stata una telenovela infinita. Era stato preso Kelava dall’Udinese che, però, se n’è andato perché non gradiva l’idea di fare il secondo, cosi si è venuta a creare la necessità di avere in rosa un altro portiere anche per il grave infortunio di Dossena, la società è corsa ai ripari assicurandosi Maurantonio. Quindi, Gabriel in porta, la coppia di centrale difensivi dovrebbe essere composta da Poli e Romagnoli, a destra Letizia, mentre a sinistra rientrerà Gagliolo. Il terzetto di centrocampo dovrebbe essere formato da Lollo, Porcari e Struna, anche se quest’ultimo ha dei problemi fisici e al suo posto potrebbe essere schierato Mbaye. In attacco, a supportare Mbagoku dovrebbe esserci Concas a destra, mentre a sinistra prevedo una staffetta tra Pasciuti e Di Gaudio, con quest’ultimo più offensivo e il primo è un po’ l’uomo ovunque”. Dopo questa chiacchierata, possiamo dire di conoscerlo meglio questo Carpi ma, approfittando della competenza del collega, gli chiediamo di andare ancora di più nello specifico indicandoci dove eccelle e dove difetta: “Il vero punto di forza è la coesione tra i reparti, la squadra sopperisce con la compattezza alle carenze strutturali. La società è attenta a pescare giovani che si rivelano all’altezza della situazione e, pur con un budget non molto consistente, si riesce sempre ad allestire un organico in grado di ben figurare. La pecca di questo Carpi è la difficoltà a stanare chi si presenta con la difesa bloccata anche se può sembrare una contraddizione stante la prolificità di questa squadra che, inoltre, finisce sempre con il concedere qualcosina in difesa”.
Maurizio Longhi

Lascia un commento