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“Se non vinciamo sabato prossimo, l’aver vinto a Cesena sarà inutile”. Così diceva Leonardo Menichini nell’immediato post-gara del Manuzzi, concetto ripetuto anche oggi in conferenza stampa pre-Lanciano. Un evento, vista la rarità delle occasioni in cui la Salernitana ha scelto di far parlare i propri tesserati alla vigilia delle partite. C’è un clima di ritrovato entusiasmo, serve anche questo. Il trainer accelera, la ricetta viene trasformando un successo canoro di una decina d’anni fa: tre parole, altro che sole e amore. Del testo originale resta solo il cuore. “Abbiamo un solo risultato, indipendentemente dai tre punti darebbe ancora più entusiasmo alla piazza, è una gara che vale più dei tre punti in palio – afferma Menichini -Dobbiamo saper affrontare questo impegno con testa, cuore e gambe. Non possiamo concedere spazi eccessivi per fretta e bramosia di sbloccare il risultato, facendo il ritmo da subito e facendo capire agli avversari che dobbiamo fare la partita”. Unico dubbio a centrocampo, sull’out mancino, senza gli indisponibili Zito e Oikonomidis. “Provo sempre più cose, ieri con le porte aperte ho voluto mischiare un po’ le carte. Scherzi a parte, voglio rendermi conto se qualche giocatore può fare anche cose diverse da quelle che sa fare, è il caso di Tounkara: siamo carenti sugli esterni, cerco soluzioni anche in corsa, in base a come si mette la partita. Un’altra soluzione potrebbe essere con Franco con Rossi, uno più basso e uno più alto – continua il tecnico – Nalini? Lui ha un’autonomia limitata, è fermo da più di un anno e sta crescendo ma non può trovare la condizione con la bacchetta magica. Lo vedo sereno, sa giocare al calcio, non ha dolori e può darci una mano ma dobbiamo recuperarlo, dandogli del minutaggio di partita in partita. Partire con lui potrebbe dare problemi di durata, bisogna capire se può esprimersi meglio in corsa su un avversario stanco. E poi c’è Gatto. Questi sono gli esterni che abbiamo”. Tounkara sembra il favorito. “Ha le qualità per giocare da ala, sennò non l’avrei provato: devo parlargli e valutare tutte le situazioni per vedere se il ragazzo ne è convinto – commenta il trainer – A Trapani è entrato da esterno di sinistra, ha giocato spesso nel 4-3-3 e non cambia molto la cosa, perché quando spinge il terzino avversario devi fare sacrificio. In fase di non possesso ci sono dei compiti da svolgere. Non è detto che parta con lui, ho ancora 24 ore di tempo e voglio prendermele tutte. Mamadou come Gabio? Il brasiliano ha una gamba più resistente, è abituato a fare l’esterno, Tounkara un po’ meno”. Alla fine a sinistra potrebbe disimpegnarsi Gatto con Tounkara dalla parte opposta, pronto però ad essere invertito. Tatticamente si continuerà sulla stessa falsa riga delle ultime cinque gare: “Non è detto che il 4-4-2 sia il modulo che meglio s’addice a questo gruppo ma in questo momento abbiamo qualche riferimento in più ed equilibri maggiori. Siamo pronti a cambiare sempre e comunque ma con altri eventuali moduli dei giocatori rimarrebbero fuori e c’è da valutare cosa è meglio per noi: adesso preferisco andare avanti così ma non escludo che in un futuro prossimo si possa rivedere la situazione. In attacco Bus ha giocato due partite di fila, vedo Donnarumma dall’inizio. Non farò riposare nè Moro, nè Odjer che sono diffidati, non c’è da fare calcoli, devo sempre mettere in campo la formazione migliore. Perchè col Cesena a destra Tuia e non Pollace? A Salerno s’è creata questa situazione, dargli una responsabilità di fronte a uno stadio pieno non mi sembra giusto per il ragazzo, ha buone qualità ma con questa situazione di classifica ho bisogno di più esperienza. Un conto è all’inizio di stagione, un conto è adesso”. Psicologicamente il gruppo sta meglio. “La prima vittoria in trasferta ha avuto esito positivo sull’umore del gruppo però non c’è stato nemmeno tanto tempo per rifletterci, tre allenamenti e già siamo in partita. Abbiamo dovuto subito darci da fare per preparare una gara difficile: mi aspetto un Lanciano in buona salute, ha fatto 4 vittorie nelle ultime 6 gare, ha attaccanti temibili e un buon collettivo. Ci sarà da avere pazienza, sudare e faticare con intensità per far capire agli avversari che giochiamo in casa e non molliamo, spero davanti a un grande pubblico. Da subito dovremo fare una gara intensa sempre mantenendo equilibrio senza dare spazi al contropiede avversario. Bisogna sentire il piacere di far fare gol al compagno, le grandissime squadre fanno questo: dobbiamo essere più lucidi nel servire l’avversario meglio posizionato, essere squadra è anche questo”, aggiunge ancora Menichini, riferendosi ad alcuni contropiedi mal gestiti al Manuzzi.

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