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Servizio di Isidoro Niola @riproduzione riservata
Quando Robben ha messo dentro il pallone dello 0-2 al decimo della ripresa sembrava tutto finito: partita e qualificazione per il Bayern che fino al quel momento aveva dominato in lungo e in largo allo Stadium. La Juve sembrava un pugile suonato, tramortito dal gioco dei panzer tedeschi che in almeno in altre due occasioni nel primo tempo avrebbero potuto rendere il bottino più cospicuo. Ed invece da quel momento la Juve è come se si fosse liberata da un macigno che l’opprimeva e comincia a giocare. Hernanes aveva preso il posto di Marchisio dall’inizio del secondo tempo ed il brasiliano, piazzato da Allegri a ridosso delle punte Dybala e Mandzukic, comincia a dare ordine al centrocampo. Al minuto 63 Mandzukic conquista di forza un pallone ai venticinque metri, serve Dybala che entra in area e trafigge Neuer. Passano tredici minuti e Morata (subentrato a Dybala) con un perfetto assist di testa serve in area Sturaro (subentrato a Khedira) che si avventa sul pallone e di destro batte Neuer. E’ il gol del 2-2 che completa la rimonta juventina e rinvia all’Allianz Arena la qualificazione ai quarti di Champions. Addirittura dopo il pareggio è sempre la Juve ad avere la palla del sorpasso con Pogba il cui tiro a giro termina di pochissimo alto sulla traversa con Neuer battuto. Sarebbe stato troppo bello, un risultato esistito nei sogni di ogni tifoso juventino ma possiamo dirlo con assoluta tranquillità: questa Juve non muore mai. Eppure, fino allo 0-2 tedesco, non c’era stata partita. Troppo forti i bavaresi, padroni assoluti del campo e del risultato. Abbiamo contato almeno quattro palle gol per gli uomini di Guardiola ed un possesso palla che aveva raggiunto il 75%. La Juve era in balia dell’avversario anche se, se vogliamo puntualizzare, il gol del vantaggio bavarese ad opera di Müller era viziato da un fuorigioco attivo di Lewandovsky che aveva coperto la visuale a Buffon. Così come per la Juve c’era un rigore per un evidente fallo di mano di Vidal (tu quoque) in area sul quale il direttore di gara aveva sorvolato. Il Bayern aveva fin da subito fatto capire che a Torino voleva ipotecare la qualificazione ed il piano di Guardiola era stato fino al decimo della ripresa eseguito alla perfezione dai suoi fuoriclasse: Robben, Douglas Costa, Vidal, Lahm, Müller erano troppo forti al cospetto di una Juve che nel primo tempo aveva subito passivamente le manovre tedesche. Paradossalmente sono stati i cambi di Allegri a cambiare la partita e la sorte della qualificazione. Hernanes, Sturaro e Morata hanno dato nuova linfa ai bianconeri e proprio loro hanno determinato il pareggio che consente alla Juve di guardare al ritorno con fiducia. Sarà difficilissimo segnare un gol all’Allianz Arena e non subirne ma nel calcio tutto può succedere.

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