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Non è stata una bella partita quella tra la prima della classe e l’immediata inseguitrice. Allo Juventus stadium si sono affrontate due squadre molto forti, ma che hanno avuto troppo timore l’una dell’altra. E soprattutto la paura di vincere. Dalla Juventus tutti si aspettavano un inizio infuocato, un assalto alla baionetta. I bianconeri invece, dal primo al novantesimo minuto, hanno mantenuto sempre lo stesso tipo di atteggiamento tattico: corti e bassi, attentissimi a coprire tutti gli spazi e a non concedere nulla. Del resto, la compagine di Allegri non ha potuto contare sull’apporto di due giocatori importanti come Chiellini e Mandzukic. E, dopo circa metà partita, anche Bonucci ha chiesto il cambio dopo uno scontro accidentale con un suo compagno di squadra. Al suo posto Rugani, utilizzato sempre con il contagocce dal tecnico bianconero. La vecchia signora non ha imposto mai la sua forza, non ha dato prova di superiorità, come accaduto negli anni precedenti. Si è comportata da provinciale. In questo modo, però, è riuscita a bloccare tutte le iniziative del Napoli. Gli attaccanti azzurri, in particolar modo i più attesi, Higuaìn e Insigne, non sono mai riusciti a rendersi pericolosi e a concludere verso lo specchio della porta. Nel primo tempo, il Napoli è però riuscito a costruirsi una potenziale occasione. Fuga sulla fascia destra di Hysaj, uno dei più positivi, e cross millimetrico per la testa di Higuaìn, lasciato incredibilmente solo a due passi da Buffon. Il Pipita stava per avventarsi sulla palla come un falco. Sarebbe stato gol, sicuramente, se Bonucci non gli avesse letteralmente tolto il pallone dalla testa, con un intervento da ballerina di danza classica. Alla faccia di chi lo ha sempre considerato scarso. Nella ripresa, stesso copione. Juventus e Napoli si sono aspettate, studiate, ma nessuna sembrava in grado di piazzare il colpo del k.o. Ci sono andati molto vicino Pogba e Dybala, al termine di un bellissimo scambio. Di poco alto il tiro del falso nueve argentino. Ci è quasi riuscito il capitano azzurro, Marek Hamsik, al termine di una bella azione rifinita da Allan, un altro dei migliori. Il tiro dello slovacco, anche in questo caso, è finito alto sulla traversa, ma non di molto. Solo un episodio avrebbe potuto sbloccare un risultato quasi scontato, cioè lo zero a zero. L’azione è stata anche bella e manovrata, ma il tiro di Zaza è stato deviato da Albiol. La traiettoria ha ingannato un incolpevole Reina. Poteva accadere anche a parti inverse, la vecchia signora ha avuto una buona dose di fortuna. In ogni caso, onore sia ai vincitori che ai vinti. I primi si sono dimostrati, oltre che forti, anche furbi. Hanno capito subito che non avrebbero potuto affrontare questo Napoli a viso aperto, quindi lo hanno aspettato e respinto, con una gara perfetta sul piano tattico. Quando gli azzurri, infatti, provavano a fare pressing alto e concentrato, i bianconeri erano bravissimi a allargarsi e a sfruttare il campo in ampiezza, costringendo gli avversari a disperdere l’aggressione sul portatore di palla. I singoli giocatori, poi, non hanno mai perso il pallone in una zona nevralgica del campo. Anche il Napoli, però, è stato grande. Perché, per la prima volta, da qualche anno a questa parte, è riuscito a intimorire la Juventus a casa sua. L’ha costretta a modificare sistema di gioco. E questo può farlo solo una grande squadra.


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