16 Maggio 2026
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Juventus – Napoli: il Festival della tattica

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lauriServizio di Valerio Lauri @RIPRODUZIONE RISERVATA


Perchè Juventus-Napoli è Juventus-Napoli! Concedeteci questo scandaloso adattamento dell’arcinoto slogan di Sanremo. La partita delle partite, diretta tv in mondovisione in oltre 200 paesi, una sfida planetaria capace di oscurare anche il Festival della canzone italiana, da sempre veicolo di ascolti da tutto il mondo. La partita di ieri non era una partita come le altre, lo si sapeva. Le conferenze stampa della lunghissima vigilia si sono susseguite con cadenza giornaliera per quasi una settimana intera, a colpi di dichiarazioni di circostanza e slogan temerari. Ogni Festival che si rispetti ha il suo bel contorno di polemiche preventive e anche qui non sono mancate. A cominciare dalla ante-designazione: i tifosi del Napoli hanno cominciato ad auspicare che non fosse un arbitro troppo juventino, di contro quelli juventini lamentavano che la polemica potesse influenzare la scelta. Un po’ come se venisse contestata, prima ancora di nominarla, la giuria di qualità. E allora ecco servito il colpo di scena: Rizzoli, presidente della giuria di qualità, si infortuna mentre redige lo schemino per valutare gli interpreti in gara. Al suo posto subentra un altro esperto e valido direttore di gara come Orsato di Schio. Al netto dei complottismi su questo “strano” cambio di arbitro, da una parte e dall’altra, si arriva all’immediata vigilia. Gli artisti azzurri si mettono in viaggio per raggiungere il Teatro Ariston della disputa o, se volete, lo Juventus Stadium. La voce Higuain e la sua orchestra vengono accolti in passerella di partenza con una carica eccezionale da parte dei tifosi, pardon fans. Nel frattempo, a Torino, la concentrazione la fa da padrona, a parte qualche sporadica dichiarazione. Sono due modi diversi di vivere il pre-gara e ci stanno entrambi. E’ il giorno più atteso e i big del (appunto) big match scendono in campo, pardon sul palco. Si vede da subito che l’emozione di una competizione così importante frena un po’ l’improvvisazione. Le prime esibizioni sono governate dalla paura di sbagliare, a dire il vero il Napoli appare ben più dentro la gara, nonostante il divieto ai fans di sedere in galleria. Dirige l’orchestra il maestro Sarri, navigato direttore d’orchestra che imbriglia le note avversarie in pentagrammi ben studiati. Non è da meno il corrispettivo avversario Allegri che, con bacchetta astuta, tiene alta l’attenzione dei suoi ottoni di difesa. Ne scaturisce una competizione fondamentalmente tattica, in cui nessuna delle due compagini prevale sull’altra. La stanchezza di un festival stressante, sia dal punto di vista fisico che da quello psicologico, però si fa sentire ed allora diventa determinante la serata delle cover. Allegri si gioca la carta Zaza-Alex Sandro, una canzone grintosa pronta al riscatto, con ritmi carioca. Sarri risponde con il ritornello belga Mertens, capace spesso di trascinare. Ma quella del Festival non è una competizione come le altre ed un singolo errore/episodio può costarti la vittoria. E, infatti, accade proprio questo, una nota stonata nel ritornello belga favorisce l’avanzata nelle preferenze del corrispettivo subentrante. Zaza trafigge Reina con un do di petto (deviato da un la bemolle difensivo) e la Juventus, di fatto, si porta a casa il Festival. Non è bastato il televoto agli accreditati azzurri, per avere la meglio degli avversari. Forse, ma non ci è dato averne la certezza, la voglia di sovvertire i pronostici ha sbaragliato la sicurezza di due risultati a favore. Fatto sta che, per fortuna del Napoli, la vittoria del Festival non sancisce che si scriva la storia della musica. C’è ancora tempo per piazzarsi nella Hall of Fame. L’albo d’oro è pieno di cantanti perdenti a Sanremo, che hanno scritto poi la storia della musica italiana.

Twitter: @Val_CohenLauri

About Valerio Lauri 761 Articoli
Nato nella Nola di Giordano Bruno e cresciuto a pane e calcio. Amante della parola scritta, evasione dalle indigestioni di matematica e informatica universitarie. Appassionato di musica a 360 gradi e lettura, nostalgico ma teso alle novità.

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