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Servizio di Isidoro Niola @riproduzione riservata
È il minuto 43 della ripresa quando Zaza, subentrato a Morata alla mezz’ora del secondo tempo, controlla di sinistro il pallone, evita un difensore del Napoli e fa partire una sassata dal limite che si infila nel sette alla sinistra di Reina: è il gol che decide la super sfida tra Juve e Napoli allo Stadium e proietta i bianconeri da soli in testa alla classifica. È un gol fantastico, tutto del repertorio di quest’attaccante che vede la porta come pochi e decide il big match, fino ad allora povero di emozioni. Le due squadre si sono praticamente equivalse, bloccate a vicenda, consapevoli dell’altissima posta in palio. La Juve ha avuto però il merito di crederci fino alla fine, sicuramente con una rosa migliore di quella del Napoli, se pensiamo che, oltre agli infortuni di Mandzukic, Caceres e Chiellini, all’inizio del secondo tempo si è infortunato anche Bonucci, scontratosi fortuitamente con Khedira. E così il giovanissimo Rugani ha dovuto mettersi al centro della difesa nel bloccare Higuain e compagni, ieri con le polveri bagnate e mai pericolosi. Zaza, il quarto attaccante di Allegri, ha così risolto la partita, il che la dice lunga sul l’importanza di avere delle rose competitive se si vuole gareggiare su tre fronti. Dicevamo di una Juve che ci ha creduto fino alla fine anche se il risultato di parità sarebbe stato più giusto. I bianconeri collezionano così la loro quindicesima vittoria consecutiva e ritornano in testa alla classifica del campionato dopo nove mesi. Il Napoli ha forse avuto il demerito di accontentarsi del pareggio, nonostante i proclami di Sarri della vigilia, ma la disposizione tattica della Juve, ieri con la difesa a quattro e con un centrocampo mobile, ha interrotto i rifornimenti per le punte se solo pensiamo che Higuain, re dei bomber, non ha mai toccato palla al pari di Insigne e Callejon troppo avulsi dalla manovra. Allegri ha mandato in campo Barzagli (ieri monumentale), Bonucci, Lichtsteiner ed Evra davanti a Buffon. Cuadrado, Marchisio, POGBA e Khedira in mezzo. Dybala e Morata in avanti. Le uniche emozioni del primo tempo si contano sulle dita di una sola mano. Pericoloso il Napoli con un cross di Callejon dalla destra ma Bonucci in spaccata anticipa Higuain bene appostato. Per la Juve Pogba ci prova dalla distanza. Nella ripresa assolo di Insigne, ma Buffon sventa di piede ma la palla gol più limpida e costruita dalla Juve: Pogba se ne va sulla sinistra, mette al centro per Dybala ma il suo sinistro sfiora la traversa. Ci prova Hamsik dalla distanza ma il suo sinistro termina di poco alto. Alla mezz’ora Zaza rileva uno spento Morata mentre nel Napoli Mertens rileva Insigne. Esce Dybala per Alex Sandro ed è proprio l’attaccante di Policoro, servito da un vittorioso contrasto del terzino brasiliano, a decidere il Match a due minuti dalla fine con l’azione descritta in apertura. Juve quindi vincente e di nuovo capolista assoluta, a coronamento di una rimonta che ha dell’incredibile. Venerdì testa al Bologna prima dell’andata dell’ottavo di Champions contro il Bayern.

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