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E sono otto. Otto vittorie consecutive in campionato. Battuto il record che resisteva dall’epopea maradoniana. Il Napoli supera un coriaceo Carpi e si conferma capolista, in attesa della super sfida di sabato prossimo allo Juventus Stadium, contro i bianconeri di Massimiliano Allegri. Doveva essere una partita facile, sulla carta. Un buon allenamento o poco più. Invece, anche contro la prima della classe, il Carpi di Castori ha sfoderato una prestazione di grande intensità e applicazione tattica. Alla fine, al netto di qualche discutibile decisione arbitrale, il risultato finale è stato di uno a zero. Il match si è sbloccato solo su calcio di rigore, messo a segno dal sempre presente Higuaìn. La trama dell’incontro era già scritta, la conoscevano tutti e nessuno si sarebbe aspettato nulla di diverso. Fin dal calcio d’inizio, Hamsik e compagni si sono riversati nella metà campo avversaria, cercando insistentemente la rete per sbloccare la gara. Ma non si è visto il solito Napoli: feroce, rapido, preciso nelle conclusioni. Il campo è stato dominato in lungo e in largo, le occasioni, come sempre, sono state create, ma il tridente d’attacco partenopeo non ha brillato come nelle precedenti apparizioni. Il “Pipita” e Insigne sono stati ingabbiati nella morsa dei centrocampisti e dei difensori avversari, sempre pronti a raddoppiare le marcature. Nel primo tempo, il più pericoloso degli attaccanti del Napoli è stato Callejòn, ma senza impensierire più di tanto il portiere del Carpi. Nella ripresa, negato prima un gol regolare al Napoli, per inesistente fuorigioco, sempre di Callejòn, poi la svolta della partita: espulso un giocatore per fallo su Insigne. Doppio giallo e doccia anticipata. In dieci contro undici, gli azzurri hanno intensificato gli sforzi, premiati però da un’ingenuità della difesa del Carpi. Presa “rugbistica” su Koulibaly, in piena area, e rigore netto. Higuaìn si è caricato la squadra sulle spalle, e soprattutto si è preso una responsabilità non da poco, per uno che di rigori ne ha sbagliati diversi. Non ha pensato a nulla, se non a dove indirizzare la palla. Alla fine, il centravanti argentino si è abbandonato a una liberatoria esultanza. Scampato pericolo? Non proprio. Anche in inferiorità numerica, Lasagna ha ricevuto una palla interessante ai venti metri. Il suo sinistro è sceso pericolosamente, ma non abbastanza da inquadrare lo specchio della porta. C’è mancato poco che il giustiziere dell’Inter non facesse un altro scherzo a una grande del campionato. Del resto, siamo a Carnevale. Menzione speciale per la coreografia offerta dagli spalti della tifoseria napoletana. Maschere con il volto di Koulibaly e lo slogan “siamo tutti Koulibaly”. Il centrale senegalese ha apprezzato e ripagato il gesto di attenzione con una prestazione superlativa, da otto pieno. Non ha sbagliato neanche un passaggio e, in fase di chiusura, ha fermato tutti. Muro del pianto.


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