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Anno nuovo, vecchie conferme. La Roma non è andata oltre il pari contro un generoso Chievo e ha rischiato di perdere la partita. A causa delle tante assenze tra infortunati e squalificati, il sergente Garcia ha confermato il solito modulo, il 4-3-3, ma ha disegnato un centrocampo completamente nuovo, con Vainqueur vertice basso, a protezione della difesa che ha sempre tanti problemi, “bello de nonna” Florenzi che è tornato nel suo ruolo naturale dopo tante partite da terzino, e Iago Falque. In attacco, il ruolo di boa è stato ricoperto dal ragazzino Sadiq. Il nigeriano, a modesto parere di questa rubrica, è stato il migliore in campo. Per l’umiltà e la caparbietà dimostrata nel primo gol, per la leggerezza e la spensieratezza con cui si è divorato il raddoppio, avendo però il merito di restare lucido. È giovane e con tanta strada ancora da fare. Sono gli altri, come al solito, che hanno deluso le aspettative. Dopo un buon primo tempo e l’accelerazione che ha mandato in rete il giovane centravanti della Roma, Gervinho, il cocco di Garcia, si è spento alla distanza. Nella ripresa, a tratti, è stato addirittura imbarazzante. Salah non pervenuto. L’egiziano non era in buone condizioni fisiche e si è visto. Alla fine è stato sostituito dal figlio di Di Livio, il mitico soldatino. E abbiamo detto tutto. Non si è mai segnalato per spunti significativi e ha sprecato una buona occasione da gol. Rimandato anche lui. Iago Falque si è fatto notare solo per lo spunto che ha portato la Roma sul 2 a 3, per il resto inconsistente anche lui. Ma è dietro che la squadra ha bisogno di rinforzi e di un’organizzazione diversa. Eccezion fatta per il solito Manolas (anche se il pareggio di Pepe è scaturito da un inutile fallo del centrale greco), Rudiger, Maicon e Digne non sono giocatori da grande squadra, non sono calciatori da Roma. Oddio, l’ex fluidificante dell’Inter lo sarebbe stato, ma quattro o cinque anni fa. Adesso “pare mi nonno”. Sul mancino francese, questo modesta rubrica si è già espressa: ha un buon piede per spingere, ma in fase difensiva fa danni. In merito a Rudiger, per cortesia, rimandatelo a casa. In Germania. E veniamo adesso all’aspetto atletico. Chiunque converrà che anche i giocatori del Chievo hanno festeggiato le vacanze di Natale. Anche Paloschi e compagni avranno mangiato pandori (del resto vivono a Verona) e avranno messo su qualche chilo. E allora perché sono sembrati sempre più freschi, tonici e cattivi degli undici in maglia giallorossa? Perché i romanisti, forse, non hanno un allenatore che sa lavorare sul piano psico-fisico. La Roma non schiera fenomeni, ma, a parte Juve, Inter, Napoli e Fiorentina, le altre compagini sono abbastanza modeste. Ma la Roma è riuscita a trasformare in una compagine di vertice anche la squadra di Maran. Infatti è il Chievo che ha fatto la partita. Sempre il Chievo ha commesso due gravi ingenuità che avevano portato la Roma sullo 0 a 2, e poi ha rimontato. Ha fatto tutto lui. La Roma? Gira, come fosse una bambola.


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