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Mi ha fatto enormemente piacere, collaborare, assieme a Rino nella realizzazione del libro ‘I ragazzi del ‘72’ dell’amico Felice. Oramai siamo un trio collaudato e non e’ detto che in seguito non continueremo a collaborare per qualche altro progetto e che non sia per forza di cose un libro. Dopo aver fatto parte, seppur im maniera marginale, nella realizzazione del primo libro di D’Aliasi e Scioscia ovvero ‘Avellino, un amore infinito’ ho accettato e ben volentieri di ripetere la felice esperienza anche se in questo caso profondendo un impegno maggiore e non solo nella realizzazione delle interviste. Infatti, in pratica, sono stato ‘promosso’ ed ho gestito tutta la parte documentale oltre a quella testimoniale. Quindi sapete con chi dovrete prendervela se qualche foto non sara’ di vostro gradimento.Posso dire che mi sono divertito tanto, Felice e Rino sono due amici davvero speciali anche se pretendono molto e sono meticolosi. Meglio cosi. Si tratta, almeno per il sottoscritto, di un trampolino di lancio per una futura esperienza, i tempi sono oramai maturi, ovvero cimentarsi, in solitaria, nella realizzazione di una raccolta di adeddoti ed interviste ai protagonisti del calcio irpini degli ultimi cinquant’anni. Sono frenato dalle critiche che potrebbero arrivare. Potrei anche non dormirci la notte. Io sono sensibile e non ci ho ancora fatto il callo. Scherzo, ovviamente e chi mi conosce lo sa che preferisco usare l’ironia con certi elementi. Qualcuno, giusto qualcuno, mi ha detto che non a tutti e’ piaciuta l’idea di esaltare l’impresa di quei campioni. Sapete meglio di me che ad Avellino, citta’ simpatica, carina ma anche molto piccola, se qualcuno si alza con la luna storta sono dolori. E’ come il bambino a cui viene tolto il giocattolo, strilla sino a quando non attira l’attenzione a se’. In queste ultime ore ho notato che il libro, manco fosse la Bibbia, ha provocato fiumi di travaso di bile. Potevate, dovevate, eravate in grado di farlo meglio. Allora perche’ non lo avete realizzato voi? Si sa che i piu’ bravi arrivano sempre dopo, peccato. Intanto mi chiedo e non trovo risposta ad un quesito a dir poco elementare: come mai uno che e’ nato solo cinquant’anni fa, scusate se e’ poco, non puo’ raccogliere interviste degli anni settanta? Dovevo trovarmi sugli spalti ? Oggettivamente sarebbe stato meglio ma se chiedo ai vari Pantani, Fraccapani e via discorrendo di raccontarmi le loro impressioni, non sono credibile, dove sbaglio ? Magari nell’esposizione, potrebbe essere non propriamente in un italiano ‘aulico’, in questo caso capirei ed accetterei le critiche che ritengo, invece, pretestuose e malcelatamente preconcette. Ci scommetto parte della mia, modesta, reputazione che alla base c’e’ il fatto che io vivo a Napoli e non ad Avellino e che a molti non sono simpatico. Me ne faro’ una ragione. Intanto ne approfitto per invitarvi a leggerlo e poi, con tutto il diritto dell’esercizio della critica, ci direte che le cose che non vi piacciono. Degli errori si fa tesoro, per non commetterli in seguito. Buona lettura a tutti e ne approfitto per augurare a tutti gli sportivi buone feste.

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