Views: 4
Servizio di Valerio Lauri @RIPRODUZIONE RISERVATA
Buon Natale. Ma siamo sicuri che si possa parlare di un “buon” Natale, se siamo un anno più vecchi e più poveri? Parafrasare Dickens, forse, aiuta a comprendere lo stato d’animo di chi si affaccia alle feste natalizie con la consapevolezza che sia passato un altro anno, ma che non sia cambiato, sostanzialmente, nulla.
La consapevolezza di chi, a Nola, continua a prendere fiato e urlare contro sordi muri d’indifferenza la sua indignazione. La consapevolezza di chi, nella città che fu di Giordano Bruno, non si piega alla dittatura del menefreghismo e continua tra le fiamme della sua stessa passione calcistica a portare avanti la sua fede.
Uno spirito vecchio, ma con la voce da bambino, si affaccia a Piazza D’Armi. E’ uno spirito che veste della gloria passata, di un calcio che fu e che non è più. E’ uno spirito sgualcito dall’incuria, sporcato dal degrado, invaso e dominato da promesse fatte e mai mantenute. Un manifesto di inconcludenza e pressapochismo, che fa dello spreco la sua caratteristica predominante. E’ uno spirito che possiede tutte le voci di chi ha avuto la forza di cantare dalla Curva Ferrovia, di chi ha avuto l’onore di vivere epici incontri dal settore Distinti, nel “campo di Marte” nolano. Un bacino di luminosità spento con arroganza, da chi ne ha deciso la soppressione, a favore di un’opera finanziata e mai completata. Il glorioso Comunale è stato (ed è tuttora) soffocato dallo scheletro del Museo della Cartapesta, a formare un obbrobrio spurio di ibrida natura, che svilisce la storia e condanna l’approssimazione.
Uno spirito festante fa capolino in una struttura nuova, dal nome di Sporting Club. E’ uno spirito rivestito di un manto verde sintetico, racchiuso tra fredde giunture metalliche, che risuonano di fastidiosi tintinnii. Presentato in pompa magna come gioiellino, interessato da sostanziosi finanziamenti, finiti solo in parte all’abbellimento e alla omologazione. L’illusoria natura di questo spirito è un contentino alle voci nostalgiche, ai predicatori nel deserto delle orecchie tappate. Un contentino che sa tanto di raggiro, visto che ha la presunzione di condannare a categorie “inferiori” glorie abituate ad esplodere in grandi palcoscenici.
Tutto ciò per dare, alla maniera di Dickens, una fotografia letteraria dello scenario in cui, gli appassionati di calcio nolani, esprimono la loro insoddisfazione per i saccheggi, le prese in giro e le rassicurazioni fasulle ricevute. La tiritera delle campagne elettorali era sempre la stessa: riportare il calcio nolano e le strutture sportive nolane agli splendori che gli competono. I risultati, invece, sono sotto gli occhi di tutti e danno la dimensione di un fallimento, fatto di rinvii ad un futuro che tarda ad arrivare o che, forse, si vuole ostacolare. Ogni domenica (o sabato che sia), il tifo bianconero nolano deve preoccuparsi, oltre che di incitare incessantemente la squadra, di ricordare a chi di dovere le sue inadempienze. Ogni domenica (o sabato che sia) parte un coro, viene issato uno striscione sugli spalti, col solo risultato di essere ignorato, perchè tanto, sugli spalti, non si vota.
E allora eccola, plateale, imponente, la protesta natalizia. Il ‘vecchio’ Comunale è tappezzato da tutti gli striscioni e i volantini comparsi sugli spalti e in città, che esprimono, ancora una volta di più, che non sarà un occhio orbo a fermare il battito di un cuore. Le scritte scandiscono con chiarezza che la misura è colma, che non si può più aspettare le prossime elezioni per costruire false speranze e che bisogna aprire quanto meno un dialogo sul futuro. Un futuro che va costruito, o almeno così dovrebbe essere, sulle esigenze di chi vive la città e fa pulsare la tradizione. Quindi, che sia un BUON Natale, l’occasione per mettere sotto l’albero dei progetti concreti, delle ottime intenzioni, e regalare, a chi lo merita, le giuste attenzioni.
Twitter: @Val_CohenLauri

Lascia un commento