16 Maggio 2026
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Bolognese indigesta per il pranzo napoletano, al Dall’Ara è 3 a 2

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gianluca russo

Servizio di Gianluca Russo @riproduzione riservata

L’alta classifica a volte può far male a chi non è abituato a stare lassù, primo in solitaria. Ed il Napoli, a Bologna, ha dimostrato di soffrire di vertigini. Le insidie, prima di questa gara, c’erano tutte: Donadoni, tecnico rossoblu ex dal dente avvelenato, Mirante, portiere avversario che forse ha ancora qualcosa da chiarire con Higuaìn, il fantasma di Mazzoleni (lo stesso arbitro della supercoppa di Pechino del 2012) e Mattia Destro. Quest’ultimo si è rivelato man of the match, pungolato a dovere da Beppe Savoldi, mister “due miliardi” aveva infatti dichiarato che l’attaccante felsineo è più freddo di Higuaìn, sotto porta. Due piccole ombre sui due gol, comunque: il primo, quello dell’uno a zero, su fatale distrazione di Albiol, è in leggero fuorigioco ed il terzo è nato da un’incertezza di Reina. A completare il quadro, le belle statuine azzurre sul gol di testa di Rossettini, da corner, e la doppietta, tardiva, di Higuaìn che, almeno, resta primo da solo tra i cannonieri. Il Bologna ha comunque vinto con merito, considerato che, episodi a parte come il palo di Callejon (che ormai vede la porta solo in Europa) ha condotto la gara per almeno un’ora. Tornando al Napoli, oltre ad un calo atletico e di concentrazione, che ci possono stare dopo tante gare condotte nella maniera giusta, fa riflettere un dato o, meglio, un’impressione: il Napoli sembra non saper aspettare nel momento in cui l’avversario è più in palla (circostanza, in verità, palesatasi raramente in questa stagione). Il rigenerato Bologna di Donadoni (forse era Rossi ad essere indigesto ai calciatori rossoblu) ha disputato un grande primo tempo ma una grande squadra, in certe fasi della partita, dovrebbe far sfogare l’avversario e poi colpirlo al momento giusto. Da salvare solo le prestazioni di Insigne, che c’ha provato finchè ne ha avuto con dribbling ed assist a gogò, e di Higuaìn ma giusto perchè nel finale ha rimediato ai suoi precedenti errori ed alla sua abulìa di giornata. Malissimo tutta la difesa, tornata svagata come ai tempi di Benitez, in calo, umano, Allan, errori tecnici del subentrato Maggio, sempre sfortunato sotto porta Callejon. E se perfino Reina regala la rete del definitivo ko allora è proprio il caso di pensare alla prossima, importantissima, partita. La mancanza di una panchina all’altezza, Maggio e David Lopez non possono dare quasi nulla dal punto di vista tecnico quando i titolari calano, è palese. Del temuto Mazzoleni, infine, è da segnalare solo un vantaggio non applicato in favore del Napoli nel primo tempo ma per il resto non è stata una gara difficile da arbitrare.

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