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Da Prato
Quando il bello del calcio non conosce categoria. Barcellona, Bayer Monaco, PSG, Chelsea ? No. Si tratta di una passione travolgente di provincia. Da settimane di sente parlare del gioco spumeggiante che esprime in Lega Pro una squadra guidata da un tecnico sconosciuto. Stiamo parlando dell’AC Prato 1908. Ieri era in programma la gara Prato-Tuttocuoio alle ore 17:30. Con grande sorpresa la partita nella città cara a Curzio Malaparte viene vissuta e sentita molte ore prima. Già dalle prime ore del pomeriggio si vedono orde di ragazzini scorrazzare per il centro storico di Prato con sciarpe, felpe e cappellini col Fiordaliso in bella mostra. Il ritrovo è fissato per le ore 13 presso il chiosco di panini “Mau e Tamara”. Si ride. si scherza e si degustano le tipiche specialità toscane in compagnia. Dopo pranzo cominciano ad innalzare potenti cori in onore dei diffidati e del mai dimenticato ultra’ Matteo ( scomparso prematuramente). In questo clima festoso ci si sposta verso la sede degli ultra lanieri. Il club “Prato 1908” ubicato nella centralissima Piazza Mercatale. Il tasso alcolico e il clima di vera amicizia la fanno da padrone.
Mentre si avvicina l’ora della partita, parte un lungo corteo verso lo stadio. Il vetusto Lungobisenzio. Ennesima tappa al “Bar Stadio” di Giovanni Cosmo. Storico bigliettaio che sfoggia in bella mostra la sciarpa della sua città di origine. Napoli. Ovviamente circondata da sciarpe e gadgets pratesi. Alle 17:30 inizia la gara. Curva Ferrovia in grande spolvero e i ragazzi di De Petrillo spingono forte sull’accelleratore. È un assalto. Il Tuttocuoio vacilla paurosamente. L’arbitro non sembra all’altezza della Lega Pro. Non concede un netto rigore ai padroni di casa e annulla misteriosamente una rete al centravanti laniero Capello. Pubblico inferocito. Si va al riposo sullo 0-0. Secondo tempo che inizia seguendo il copione del primo. Prato all’arma bianca e Tuttocuoio rinchiuso a proteggere il fortino. Ma ecco che al 20 arriva la palla giusta. Un cross dalla trequarti diventa fatale per il portiere ospite. Bomber Alessandro Capello si avventa di testa e non perdona. Un urlo unisce all’unisono lo stadio. È la rete della vittoria. Centinaia di persone che corrono verso il loro idolo che si arrampica sulla cancellata. Un immagine quasi commovente. Il resto della gara scivola senza accorgersene. È tripudio puro. Il cielo si colora di biancazzurro. Fra sciarpate e bandieroni che ammantano il covo dei tifosi pratesi. La mai doma Curva Ferrovia. Al fischio finale è festa grande. La squadra corre verso la sua gente che volentieri applaude. E mentre si spengono le luci sul Lungobisenzio, tutti sono convinti che questi ragazzi stanno regalando un sogno a questa città. “E il meglio deve ancora venire!!!” si ode nel buio del Viale che conduce al parcheggio.



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