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servizio di Gianni Pagnozzi@riproduzione riservata
Il Napoli batte l’Inter al San Paolo ed è di nuovo in testa alla classifica dopo appena 25 anni e 7 mesi. Era da quel 29 Aprile del 1990, anno del secondo ed ultimo scudetto, che gli azzurri non si trovavano da soli al comando del campionato di serie A. Una vita, un eternità, un lasso di tempo enorme è intercorso per ritrovare questo primato seppur provvisorio, ed è divertente pensare che molti di quei tifosi che attualmente popolano le curve del tempio di Fuorigrotta, e che fine a pochi mesi fa rivendicavano un non meglio specificato diritto alla vittoria nei confronti della società attuale forse perchè loro erano abituati a vincere , quel 29 Aprile di 25 anni fa non c’erano nemmeno o forse stavano solo nel pensiero di mammà. Oggi loro come tanti altri, che fine a poco tempo fa hanno detto peste e corna di De Laurentis, del progetto, del presunto ridimensionamento per l’incarico affidato ad un tecnico con il palmares modestissimo come Sarri e che hanno avuto addirittura l’ardire di mettere in discussione un fuoriclasse del calibro di Higuain, esultano insieme a chi come il sottoscritto non ha mai messo in discussione le scelte della società guidata da De Laurentiis negli ultimi anni. Ho sempre sostenuto che quello che conta nella vita cosi come pure nel calcio sono i risultati e proprio per questo quanto mai banale concetto, il Napoli dell’era De Laurentiis non poteva ricevere critiche in quanto la crescita era costante e supportata da fattori incontestabili come la continua scalata nelle classifiche del ranking europeo. I risultati fin qui ottenuti in questa stagione sia in termini statistici che di gioco dimostrano che il progetto è più che valido e i numeri danno tutti ragione alla dirigenza societaria a quella tecnica e in ultimo alla squadra. Le critiche si possono sempre fare e di sicuro anche in circostanze come quelle attuali sarà possibile trovare lo scienziato che si prodigherà in esse, ma sarebbe bello che chi oggi tenta di salire sul carro del vincitore (provvisorio intendiamoci), avesse quantomeno il buon gusto di porgere prima le sue scuse.

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