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Servizio di Mauro Savini @riproduzione riservata
Dal primo derby d’Italia della stagione 1929-1930, ben 157 incontri si sono disputati, tra le due squadre più blasonate del nostro campionato. Serata mite, cornice di pubblico delle grandi occasioni, con una coreografia che dire splendida è riduttivo. L’inter si schiera con un 4-2-3-1 con Brozovic, schierato dal mister Mancini come falso esterno sulla destra. Neanche il tempo di iniziare la partita che sembrava di essere in un‘arena, dove i 22 gladiatori in campo, si contendono la vittoria finale. Partita super – fisica, nessun giocatore delle due squadre, nei contrasti, tira indietro la gamba, 16 minuti di gioco ben 5 cartellini gialli (4 juventus – 1 Inter), il cartellino a Felipe Melo, per dire la verità, molto forzato, ne comprometterà la prestazione ma questo è un dettaglio. Un super primo tempo dell’ Inter, dove è un certo Jovetic (al rientro) il protagonista assoluto. La Juventus, si schiera al completo (rientravano tutti dagli infortuni), ma L’Inter gira la palla velocemente, crea azioni , ma alla fine dei primi 45’ di gioco, manca solo il goal del vantaggio (avrebbe meritato). Al ritorno dagli spogliatoi, l’Inter rientra in campo, con un passo diverso, alla distanza cala Jovetic, la squadra è lenta, non riuscendo come in precedenza a fare la partita. Purtroppo la non perfetta condizione di Biabiany e Ljajić, non permettono al Mister, il loro inserimento per provare a riportare su la squadra, che pian piano comincia a “perdere campo”. La Juventus cresce e crea azioni ma l’Inter è una squadra solida, contiene, chiudendosi dietro la linea della palla, cercando di ripartire, ma è stanca. Un tempo per parte, grande battaglia, 50% di possesso palla, un palo per parte risultato giusto, si archivia e si va avanti. Positivo il secondo posto in classifica, accorciando sulla prima, le altre avanzano, ma siamo li, davanti a molti che vantano un gioco “champagne”. Cinque vittorie, una sconfitta e un pareggio, non male, avanti Inter, si apre una settimana di lavoro con la consapevolezza di poter fare le cose per bene, senza fretta e senza pressioni. Alla lunga il non disputare le coppe sarà un vantaggio, quindi, basta contenere per esplodere nel finale di stagione………

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