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Il nuovo che… non avanza. Inesorabilmente. Dieci uscite ufficiali (contando anche le due in Tim Cup) non sono tante ma forse possono bastare per tirare le prime somme. Soprattutto per quanto riguarda il mercato. Prima fase: entusiasmo per la promozione in B, tanti sorrisi e una cavalcata trionfale che permetteva di guardare al futuro con assoluto ottimismo. Quindi la scelta del tecnico, Vincenzo Torrente. Cultore del 4-3-3 – come era ed è ben noto – e come tale non avvezzo a snaturarsi, ma soprattutto a snaturare le proprie squadre, le proprie idee, il proprio disegno tattico. “Fatta l’Italia, ora bisogna fare gli italiani”, in sintesi. Così arrivano i primi “colpi”: Pollace, Eusepi, la meteora Fall, Liverani e Russotto (durati il tempo di un amen, ndr). Seconda fase: passata la sbornia post festeggiamenti, qualcuno cominciava anche a porsi qualche interrogativo, iniziando a mostrare scetticismo circa un mercato definito “da Lega Pro”. Agosto, però, porta in dote colpi da… novanta. O presunti tali. il duo Schiavi-Sciaudone, Troianiello, Coda, Donnarumma e così via, insieme a qualche giovane di belle speranze prelevato al tramonto della finestra di calciomercato, in seguito a cessioni illustri. Nel mezzo, la telenovela Maniero ed il tira e molla (perchè c’è stato, ndr) con Francesco Lodi, una sorta di m’ama non m’ama nel quale forse si inizia a capire anche chi sia rimasto con lo stelo della margherita tra le mani. Per usare un eufemismo. Sarà Coda il bomber designato, centravanti e centro di gravità permanente di un 4-3-3 che, tuttavia, andava più smembrandosi che formandosi. “Contingenze”, verrà detto. Fino a questo momento né Eusepi (complice anche qualche infortunio di troppo, ndr), né Coda, né Donnarumma hanno dato il loro apporto. Nè in termini realizzativi che di continuità nelle prestazioni. O forse si, sempre altalenanti e mai convincenti. Senza dimenticare gli acquisti e le recenti cappellate di Terracciano e Strakosha. La forma fisica non può essere un alibi da protrarre all’infinito, i minuti nelle gambe iniziano ad essere parecchi e con loro anche gli allenamenti. Il dado non è tratto, sia chiaro. E’ solo il breve bilancio di un primo ciclo (quasi terribile) della stagione in corso. Il tempo c’è, mancano 34 partite. Ma chi ha tempo, non aspetti tempo. Dopo quest’impietosa analisi, possiamo affermare senza problemi che Torrente, al momento non è l’unico colpevole di come stanno andando le cose.

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